I giudici amministrativi annullano la nomina del vicesindaco disposta dal sindaco Siclari. Che non poteva approvare atti in quanto già sospeso con la Severino

Clamorosa sentenza del Tar della Calabria, sezione staccata di Reggio Calabria, che rivoluzione il risultato elettorale al Comune di Villa San Giovanni dello scorso 11 giugno.       La sentenza emessa dai giudici amministrativi (presidente Filippo Maria Tropiano, Angela Fontana Referendario Estensore e Danatella Testini Referendario), inevitabilmente è destinata a rimescolare le carte in tavola. Rivoluziona, infatti, quanto avvenuto dopo le elezioni e la conseguente designazione della giunta da parte del sindaco eletto, Giovanni Siclari, compresi gli atti emanati fino ad oggi.

Atti da annullare. Per i giudici amministrativi, Siclari non avrebbe potuto emanare alcun atto riferibile allo "status" di sindaco, in quanto "sospeso di diritto a seguito della condanna riportata in sede penale". Quindi non avrebbe potuto nominare il vice sindaco.
Gli atti annullati sono il 14904 del 12 giugno scorso con cui lo stesso Siclari ha nominato ad assessore del Comune di Villa San Giovanni, con funzione di vice sindaco, Maria Grazia Richichi e quello (il 15640) successivamente sottoscritto il 19 giugno dalla Richichi.
Nullo, anche il manifesto elettorale del 13 giugno scorso, con cui Siclari ha reso nota l’avvenuta proclamazione del sindaco e dei consiglieri comunali. Tutto da rifare, dunque? A Palazzo San Giovanni, a quanto pare, è calato il gelo, in attesa di conoscere come andrà a finire. La palla passa adesso al Prefetto. Sarà lui a determinarsi sulla base dell'odierna sentenza.