Tensione a Lamezia, i dipendenti del Comune sul piede di guerra
“Sciopero,sciopero! Occupazione!” Urlano i dipendenti comunali che protestano affinché vengano riconosciuti loro i diritti salariali. La UIL-FPL e il DICCAP-SULPL hanno indetto lo sciopero, aperto anche ad altre sigle sindacali, dopo svariate assemblee e riunioni “inascoltate” in cui, più volte, i dipendenti comunali rivendicavano i propri diritti e la “fumata nera” frutto della riunione in Prefettura. Al centro dello sciopero il mancato pagamento del salario accessorio.
Sul piede di guerra dunque i sindacati che con questo sciopero breve hanno voluto esprimere una “scossa”, un segnale forte con cui rivendicare il proprio dissenso e l’intolleranza alla condizione sino ad ora subita. “Il dato è sempre quello, la commissione straordinaria è disattenta, è distante da quelle che sono le problematiche dei lavoratori del comune di Lamezia Terme, da quelle che sono le esigenze lavorative del comune.-urla Bruno Ruberto, segretario, UIL-FPL- Un comune carente di dirigenti”.
Una data, quella odierna, scelta ad hoc nella prossimità dell’inizio della festa di Sant’Antonio per creare, come dichiarato dagli stessi protestanti, “qualche disagio” affinché la protesta si senta. “Non sappiamo per quale motivo non ci pagano -dice un lavoratore -e rimaniamo nel limbo". Urlano i dipendenti in uno stato di palese disagio provocato dalla mancata percezione di circa 2.000 euro annuali. Presente anche una cospicua delegazione della Polizia Locale in protesta anch’essa. “Alecci non serve a niente essere solo presente, bisogna amministrare il comune seriamente” questi gli slogan urlati dai lavoratori in una mattinata di protesta che pare sia stata solo l’inizio. (f.t.)
