'Ndangheta, "i rapporti" tra l'ex consigliere regionale vibonese e il clan (NOMI)
Intercettazioni e dichiarazioni dei pentiti delineano legami storici con esponenti della cosca

Nel processo d’appello di Rinascita Scott, la Procura Generale rimette al centro la figura di Pietro Giamborino, dedicandogli un intero capitolo della propria memoria conclusiva. Pur assolto in primo grado dall’accusa di associazione mafiosa, l’ex consigliere regionale viene descritto dai magistrati come nodo “di una rete di relazioni considerate “opache” tra politica e ambienti riconducibili alla ’ndrangheta”.
Secondo i pm Maffia, Frustaci e De Bernardo, ruolo decisivo avrebbe avuto il rapporto con Franco D’Onofrio, ritenuto esponente della ’ndrangheta piemontese e di recente condannato nel processo “Factotum”. Intercettazioni e dichiarazioni dei pentiti Moscato e Mantella delineano legami storici con esponenti dei Piscopisani e un presunto passato nella “vecchia Locale di Piscopio”, elementi mai ritenuti sufficienti dal Tribunale per provare una partecipazione mafiosa.
La memoria richiama anche presunti appoggi elettorali provenienti da quel contesto e alcune intercessioni a favore di soggetti vicini alla cosca. Toccherà ora alla Corte d’Appello valutare se questo quadro possa incidere sul verdetto atteso il 18 dicembre.
