Rapporto "Mal’aria" 2026: Vibo tra le città "osservate speciali" per lo smog
Calabria promossa ma con riserva: la città capoluogo di provincia resta sopra i futuri limiti UE. Necessario un taglio del 7% delle polveri sottili entro il 2030
La Calabria respira, ma non ancora a pieni polmoni. È quanto emerge dal report "Mal’aria di città 2026" di Legambiente, che traccia il bilancio annuale sulla qualità dell’aria nei capoluoghi di provincia italiani. Se da un lato nessuna città calabrese ha superato i limiti giornalieri di PM10 attualmente in vigore (fissati a 50 microgrammi per metro cubo), dall'altro i dati proiettati verso il 2030 accendono un campanello d'allarme proprio su Vibo Valentia.
Secondo la nuova Direttiva Europea 2024/2881, i parametri per la qualità dell'aria diventeranno molto più stringenti tra quattro anni, abbassando la soglia massima consentita di polveri sottili a 20 microgrammi per metro cubo. Al momento, Vibo Valentia viaggia su una media annua di 22, lo stesso valore di Crotone.
Per rientrare nei parametri ed evitare sanzioni o, peggio, rischi per la salute pubblica, il capoluogo vibonese dovrà attuare politiche ambientali capaci di garantire una riduzione del 7% dei livelli di inquinamento attuali. Una sfida che mette la città sotto stretto monitoraggio da parte degli ambientalisti.
Nel resto della regione la situazione appare variegata:
- Reggio Calabria: media di 21 (richiesto un calo del 2%).
- Catanzaro: situazione ottimale con una media di 17.
- Crotone: maglia nera insieme a Vibo (richiesto un calo del 9%).
- Cosenza: dati non disponibili per l’analisi.
Nonostante l'assenza di sforamenti acuti, la presidente regionale di Legambiente, Anna Parretta, invita le amministrazioni locali a non sottovalutare i numeri. "Al momento ci sono buone notizie – spiega la Parretta – ma con i nuovi limiti del 2030 si profilano sforamenti anche in Calabria. Non si deve abbassare la guardia: la qualità dell'aria è un valore fondamentale per proteggere la salute umana e gli ecosistemi".
Per Vibo Valentia, dunque, la sfida ambientale entra nel vivo: la pianificazione della mobilità urbana e la gestione del riscaldamento domestico saranno i temi chiave per ripulire l'aria cittadina nei prossimi anni.
