L'iniziativa è dell'assessore alle Politiche sociale Lorenza Scrugli. Pubblicato il bando di gara per l'affidamento del servizio

Partirà lunedì 11 luglio e si protrarrà fino a venerdì 22, la Colonia marina diurna, il servizio rivolto a 45 ragazzi e ragazze, compresi tra i 6 ed i 17 anni, disabili o provenienti da famiglie multiproblematiche e che frequentano le scuole vibonesi.

Il bando. Nella tarda mattinata di oggi è stato pubblicato l'avviso pubblico con procedura aperta per l'affidamento del servizio riservato alle sole associazioni e cooperative di tipo “A” che si occupano della gestione dei servizi socio-sanitari, formativi e di educazione permanente.  Il servizio sarà espletato nella frazione di Bivona e si appoggerà presso la struttura gestita dalla Fondazione “Federica per la vita”. Avrà la durata di 10 giorni feriali articolati in 2 settimane, dal lunedì al venerdì, con partenza da Vibo capoluogo alle ore 8,00 e rientro, allo stesso posto di partenza, alle ore 13,00.

Gli obiettivi. Tale servizio avrà come finalità quella di offrire ai partecipanti un’occasione di socializzazione, divertimento, avventura, incontro, assistenza, svago, motricità, integrazione, gioco strutturato e guidato.  L’obiettivo delle giornate estive al mare sarà quindi la distensione, il sano divertimento, la valorizzazione dell’amicizia, del rispetto verso gli altri, la maggiore consapevolezza di se stessi, dei propri pregi e difetti, delle proprie abilità.

Svago e socializzazione. "L'iniziativa - afferma l’Assessore alle Politiche sociali ed al Welfare, Lorenza Scrugli - ha l'obiettivo di offrire ragazzi un periodo di vacanza attraverso attività di tipo sportive, di laboratorio e ludico-ricreative, all'aperto e in gruppo, per stimolare la socializzazione, l'integrazione, la creatività e la fantasia. Nonostante le difficoltà finanziarie in cui versa il Comune abbiamo voluto destinare per l’iniziativa la somma di € 10.000,00 perché riteniamo importante riuscire ad offrire a questi ragazzi momenti di svago, di socializzazione e di positivi scambi relazionali tra di loro e far sperimentare importanti occasioni di crescita, educando loro alla solidarietà, alla collaborazione ed al rispetto reciproco, riconoscendosi parte di un gruppo e riducendo, in tal modo, possibili dinamiche discriminanti tra pari, rafforzandone l'autostima attraverso il coinvolgimento dell'utente in attività che lo rendano partecipe in prima persona".