Coronavirus, anche i reumatologi calabresi in un gruppo di studio nazionale
Uno studio osservazionale per monitorare i pazienti affetti da patologie reumatologiche e osservare accuratamente quanti di essi siano stati contagiati da Covid-19 e quanti ne potranno essere contagiati in futuro, è stato iniziato in diversi centri italiani di Reumatologia che vede la partecipazione della Università di Modena, Pisa, Bologna, i Centri di Pontedera (PI) ed Elba (LI) e la Società di Ricerca Reumatologica Calabrese.
Lo studio si ripromette di verificare quanti tra i pazienti affetti da patologie reumatiche, quali l'artrite reumatoide, l'artrite psoriasica, la sclerodermia, il Les, in trattamento con farmaci biologici, cortisonici, antiinfiammatori, antimalarici, antiaggreganti, farmaci che agiscono sui vasi sanguigni, siano coinvolti dalla pandemia e che ruolo hanno i farmaci utilizzati nel prevenire le forme più gravi o comunque nel contrastare la stessa infezione.
In Calabria, lo studio è coordinato dal professor Ferri del centro reumatologico di Cotronei (cs) e grazie alla Società di ricerca reumatologica calabrese, sono interessati i centri di Castrovillari ( dr G.Varcasia); Cosenza ( dr Gigliotti, d.ssa Pellegrino), Crotone (dr Olivo); Tropea-Vibo Valentia ( Massimo L'Andolina); Reggio Calabria (M. Caminiti e dott.ssa G.Pagano Mariano).
La Calabria attraverso questi centri ha fornito i dati di circa 1.600. pazienti a testimonianza della vitalità dei centri stessi.
L'ambulatorio di Reumatologia del reparto di Medicina del P.O. di Tropea (VV) ha fornito i dati di circa 220 pazienti in trattamento con farmaci biologici (20% di pazienti di provenienti dalle altre province calabresi) a testimonianza dell'intensa attività che si effettua presso quell'ambulatorio diretto da dr.Massimo L'Andolina.
Lo studio inoltre vuole approfondire se in questi paziente,il mancato contagio o uno sviluppo soft della infezione che non raggiunge quindi livelli di grave pericolosità ,sia dovuto ad una diversa modulazione del sistema immunitario che i farmaci sopra indicati e soprattutto i biologici e i cortisonici apportano al sistema stesso.
In particolare il Tocilizumab, farmaco biologico usato da anni in reumatologia nella cura dell'artrite reumatoide e nella malattia di Castlemann, è diventato uno dei farmaci fondamentali nella cura della infezione da coronavirus.
