Coronavirus, fase due a step: libertà per le persone il 4 maggio
Oggi dovrebbero tirar su le saracinesche librerie, cartolerie, negozi per l’infanzia. Dovrebbero (al condizionale) perché l’esecutivo non ha previsto riaperture scaglionate per regioni ma ci hanno pensato alcuni governatori al Nord e al Sud a stringere le maglie: in controtendenza il veneto Zaia che ha optato per un lockdown più soft, consentendo di fare jogging o babercue in proprietà private. Quel che è certo, al di là di quanto previsto dal nuovo decreto, per più di 110mila aziende la Fase due è già iniziata: tante erano, fino a venerdì scorso – secondo i dati del Viminale – le attività produttive non considerate esplicitamente essenziali che hanno chiesto la deroga ai prefetti. Circa 60mila si trovano tra Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, seguite a ruota dal Piemonte. Per il meccanismo del silenzio-assenso sono già al lavoro con grande irritazione dei sindacati.
