C’è un Comune che anticipa stipendi, sostiene costi e aspetta da anni di essere rimborsato. E poi c’è il Comune di Vibo Valentia che, secondo quanto denunciato dall’amministrazione di Dasà, continua a non versare quanto previsto dalla legge. Una vicenda che adesso finisce davanti ai giudici.

L’amministrazione comunale di Dasà ha infatti deciso di avviare un’azione legale nei confronti del Comune capoluogo guidato dal sindaco Enzo Rome per ottenere il recupero delle somme legate ai permessi retribuiti concessi a un proprio dipendente impegnato nell’attività politica a Vibo Valentia.

Il caso riguarda Giuseppe Cutrullà, dipendente del Comune di Dasà con il ruolo di istruttore amministrativo e contemporaneamente consigliere comunale a Vibo Valentia. Per consentirgli di partecipare alle sedute istituzionali e svolgere il mandato elettivo, il Comune di Dasà ha continuato a corrispondere regolarmente stipendio e relativi oneri. Costi che, alla luce delle nuove norme nazionali, dovrebbero però essere rimborsati dall’ente presso il quale viene svolta l’attività politica.

A rafforzare questa interpretazione è intervenuta la Legge di Bilancio 2024, che ha ridefinito con maggiore chiarezza il sistema dei rimborsi tra enti pubblici. La normativa stabilisce infatti che le spese sostenute per i dipendenti impegnati in incarichi elettivi debbano gravare sull’amministrazione beneficiaria dell’attività istituzionale.

Tradotto: a pagare dovrebbe essere il Comune di Vibo Valentia.

Secondo quanto riportato nella delibera approvata dalla Giunta comunale di Dasà, però, alle richieste di rimborso inoltrate negli ultimi anni non sarebbe seguito alcun pagamento. Una situazione che avrebbe creato un danno economico alle casse del piccolo centro del Vibonese, costretto ad anticipare somme mai recuperate.

Da qui la decisione dell’esecutivo guidato dal sindaco Raffaele Scaturchio di rompere gli indugi e affidarsi a un legale esterno per promuovere un contenzioso civile contro Palazzo Luigi Razza. Una scelta definita inevitabile dall’amministrazione, anche in considerazione dell’assenza di un ufficio legale interno in grado di seguire direttamente la vicenda.

La delibera è stata approvata all’unanimità dalla Giunta comunale. Un atto che suona come un’accusa politica e amministrativa ben precisa: mentre Dasà “batte cassa” per ottenere quanto ritiene legittimamente dovuto, Vibo Valentia resta immobile e non salda il conto.