"No alla discarica", Comitato civico a Vibo: tra i fautori anche l'ex sindaco Elio Costa
Sul fronte "No alla discarica" di Sant'Onofrio nella tutela dell'ambiente e nel rispetto della legalità si muove un apposito Comitato Cittadino a Vibo Valentia. Comitato in linea peraltro con le opinioni dei sindaci presenti sul territorio. A presiederlo è Samantha Mercadante, tra i fondatori e componenti anche l'ex primo cittadino Elio Costa che insieme all'ex assessore all'Ambiente Antonella Sette mise a punto una strategia ed un piano che prevedevano di puntare sull'ampliamento dell'impianto di Lamezia Terme evitando pericoli ambientali per il territorio.
"Corre l’obbligo di fornire - si legge in una nota dell'associazione - le dovute precisazioni alle argomentazioni sostenute soprattutto dal Sindaco di Sant’Onofrio. Di seguito le considerazioni nel merito, alla luce delle considerazioni tecniche fornite dagli addetti ai lavori ed esaminate dall’amministrazione comunale attraverso l’Assessorato competente".
E ancora: "Nulla vieta che la discarica di supporto all’impianto comune possa essere realizzata sull’area vibonese e quindi utilizzare circa 7,0M€ del finanziamento regionale. La realizzazione e la relativa gestione andrebbe assegnata in evidenza pubblica allo stesso gestore del sistema impiantistico. Nessuna rinuncia ai finanziamenti regionali di 35,0M€, le risorse vanno a beneficio della comunità vibonese, soltanto una parte, pari a circa 15,0M€, unitamente ad altrettante risorse a carico dell’Ato Catanzaro, si impegnerebbero per realizzare un unico impianto a vantaggio di entrambe le comunità dei due Ato. È falso in quanto le frazioni recuperate e valorizzate nell’impianto (o l’equivalente valore economico) va a vantaggio di entrambe le comunità in termini di abbattimento della tariffa di trattamento che necessariamente (per legge) risulterà uguale per i due Ato. È falso in quanto la soluzione che si sceglierà per l’organizzazione del servizio, con l’ausilio del Piano d’Ambito, successivamente da porre in gara, dovrà essere, come stabilisce la direttiva comunitaria, quella che minimizza la tariffa a carico dei cittadini, che nel caso di condivisione di un unico impianto sarà, come già detto, uguale per entrambe le comunità di Catanzaro e Vibo. È facile comprendere l’abbattimento dei costi se si utilizzerà un solo impianto comune impiegato su due turni giornalieri anziché due impianti impiegati ciascuno su un turno. Falso per come già detto al punto precedente".
La scelta di fare uno o due impianti dovrà avvenire prima possibile in quanto l’Ato Catanzaro ha già iniziato a redigere il proprio Piano d’Ambito con l’approvazione delle linee guida e la ricognizione in corso. "Senza una nostra decisione - continuano - l’Ato Catanzaro non può che proporre la gara pubblica, una volta redatto e approvato il suo Piano d’Ambito con l’impianto di Lamezia Terme esclusivamente per il loro fabbisogno. Se si vuole condividere un percorso comune cofinanziando e realizzando un unico impianto è necessario esprimerci prima possibile, solo così la tariffa rifiuti sarà più sopportabile dalle nostre comunità".
Va inoltre ricordato che il Comune di Vibo Valentia ha già avuto finanziato dal Conai il suo Piano d’Ambito, "per il quale si è già avviata la redazione, all’interno del quale dovranno essere inserite tutte le soluzioni progettuali tese a migliorare il sistema di smaltimento dei rifiuti dell’intera Provincia di Vibo Valentia, tra le quali anche l’ipotesi di realizzare eventuali centri di trasferenza o simili ovvero mini discariche a supporto dell’impianto di trattamento, in un’ottica di territorio provinciale e regionale".
Quindi le conclusioni: "L’eco centro di Sant’Onofrio ha incontrato la resistenza di una parte della popolazione e ad oggi i tempi di realizzazione dello stesso appaiono piuttosto lontani, viceversa la soluzione di potenziare, adeguandolo, l’impianto di Lamezia Terme sembra essere ragionevolmente più vicina e potrebbe dare una soluzione immediata al problema. Nulla vieta che al termine di una fase transitoria, durante la quale il Comune di Vibo Valentia, in qualità di capofila della comunità d’ambito, potrà individuare soluzioni tecniche differenti, che vadano verso l’autosufficienza del sistema Ato".
