Pd Vibo, Lo Schiavo sfiduciato:"Pugnalato alle spalle"
E' stato fatale all'ex candidato a sindaco il mancato sostegno alla candidatura di Enzo Insardà, sostenuto da Vito Pitaro e Censore, alla segreteria provinciale del partito
L'aritmetica non è un'opinione. Antonio Lo Schiavo lo sapeva ma è andato ugualmente allo scontro ed è stato sfiduciato da capogruppo. Sette consiglieri gli hanno negato il proprio appoggio. Lo avrebbe fatto, se presente, anche Antonino Roschetti, unico a mancare. Dunque, l'ex candidato a sindaco non è più il portabandiera del Partito democratico. La verifica di ieri sera nella sede di via Argentaria ha dato esito negativo. Quasi tutti hanno voltato le spalle al capogruppo. Sono arrivati dei no in serie da Rosario Tomaino, Antonella Masseria, Stefania Ursida, Giovanni Russo e (parzialmente a sorpresa) dall'ex assessore all'Urbanistica della giunta D'Agostino Sabatino Falduto. Quest'ultimo eletto tra le fila della lista “Lo Schiavo sindaco” sarebbe stato tra i primi a sostenere la necessità di una turnazione. Pure Pasquale Contartese ha tolto il sostegno a Lo Schiavo. E non sono mancati momenti di tensione. Appoggio negato persino da Maria Fiorillo, eletta in Consiglio comunale in quota Stefano Soriano. Il capogruppo ha riscosso il consenso scontato di Loredana Pileggi da sempre al suo fianco. A sorpresa, il voto di Giuseppe Cutrullà. Ritenuto uomo di Vito Pitaro a tutti gli effetti, il consigliere comunale eletto nella frazione di Piscopio, non se l'è sentita di votare contro l'attuale portabandiera. “Sono stato pugnalato alle spalle” – ha detto Lo Schiavo uscendo dalla sede del partito dove ha bevuto un calice amarissimo. “Pago il prezzo delle mie scelte sempre in libertà e in totale autonomia anche in ottica congressuale”. Ma certo le dinamiche che si sono determinate fanno pensare molto al modo in cui opera il Pd a Vibo. Lo Schiavo si era ribellato subito dopo le elezioni all'egemonia di Bruno Censore. E il fatto di essere entrato in conflitto con il parlamentare delle Serre è risultato decisivo. A dare il suo contributo è stato alla fine anche Stefano Soriano. Il segretario cittadino decidendo di accelerare la convocazione del gruppo consiliare ha velocizzato un processo tuttavia ormai irreversibile.
