L'ingegnere Francesco De Nisi, imprenditore edile e consigliere regionale, ha presentato una richiesta formale di tutela e sorveglianza alle autorità competenti, compreso il Prefetto di Vibo Valentia, il Ministero dell'Interno, la Procura di Vibo Valentia e la Procura di Catanzaro. Negli ultimi anni, De Nisi ha sporto diverse denunce relative a presunte richieste di estorsione da parte di individui presumibilmente legati alla 'ndrangheta, denunce che hanno contribuito a scatenare azioni di contrasto da parte delle forze dell'ordine. È importante sottolineare che De Nisi ricopre attualmente la carica di consigliere regionale.

Nell'istanza presentata da De Nisi, redatta congiuntamente dagli avvocati Franco Giampà del Foro di Lamezia Terme, Crescenzio Santuori del Foro di Catanzaro e Luigi Antonio Paolo Panella del Foro di Roma, si fa riferimento ai risultati ottenuti grazie alle sue denunce e alle iniziative intraprese nel suo ruolo di amministratore pubblico a favore della legalità. Inoltre, si chiede alle autorità di adottare misure di tutela e sorveglianza adeguate, considerando "i concreti rischi a cui De Nisi e i suoi familiari sono esposti".

Di seguito la lettera inviata alla Prefettura di Vibo Valentia ed al Ministero dell'Interno, nonchè alle Procure di Vibo Valentia e Catanzaro, da parte dei legali di Fancesco De Nisi.

Noi sottoscritti avvocati Franco Giampà del Foro di Lamezia Terme (CZ), Crescenzio Santuori del Foro di Catanzaro e Luigi Antonio Paolo Panella del Foro di Roma redigiamo la presente quali procuratori e difensori dell’ing. Francesco de Nisi, nato a Filadelfia (VV) il 18.09.1968. La presente nota – che reagisce necessariamente al silenzio e alla inerzia opposte dalla Prefettura di Vibo Valentia alla istanza presentata dal nostro assistito lo scorso 27.1.2023 e ai successivi solleciti - ha quale fine quello di sollecitare l’avvio e la conclusione del procedimento volto alla possibile adozione di misure di tutela e vigilanza in favore dell’ing. Francesco de Nisi, per le ampie motivazioni già portate a conoscenza sia dell’Autorità Giudiziaria sia dell’Ufficio Territoriale di Governo di Vibo Valentia.

A tal fine, appare opportuno riepilogare ancora una volta le vicende fattuali che sorreggono l’istanza di tutela formulata dall’ing. De Nisi, oggi consigliere regionale. Il nostro assistito, ing. Francesco De Nisi, ha conseguito la laurea magistrale in Ingegneria Civile – Edile indirizzo Strutture, presso il Politecnico di Milano nell’anno 1994 e da quell’anno è abilitato all’esercizio della professione di ingegnere. Negli anni 1995/96 ha svolto servizio di leva quale carabiniere ausiliario presso il Comando Generale in Roma. Ricopre numerosi incarichi di direttore generale, direttore tecnico e di progettista. Ricopre e ha ricoperto incarichi in società private e a partecipazione pubblica ed il suo curriculum vitae è visibile sul sito della Regione Calabria (anagrafeconsiglieri.consrc.it).

A partire dall’anno 1999 ha ricoperto numerosi incarichi istituzionali tra i quali: Consigliere Provinciale di Vibo Valentia (1999/2008), Sindaco del Comune di Filadelfia (2001/2011), Presidente dell’Amministrazione Provinciale di Vibo Valentia (2008/2012) ed attualmente ricopre la carica di Consigliere Regionale ed è Capo Gruppo in Consiglio Regionale della Calabria della formazione politica “Coraggio Italia”. Di recente ha aderito alla formazione politica “Azione” che lo vede ora candidato a ricoprire la carica di Segretario Regionale della Calabria.

L’esercizio di tale attività istituzionale è stato sempre caratterizzato dall’assunzione di atti amministrativi concreti volti ad opporsi e a contrastare le attività sul territorio delle organizzazioni criminali ed è stato sinteticamente riassunto, tra l’altro, in note di data 30.07.2020 e di data 19.09.2020 indirizzate alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro DDA e alle Procure di Vibo Valentia e Lamezia Terme, e per ultimo alla Prefettura di Vibo Valentia in data 25.10.2023, che si allegano.

Nella sua qualità di Direttore Tecnico della De Nisi s.r.l., nell’anno 2017 ha denunciato una richiesta estorsiva aggravata con riferimento a lavori di ampliamento dell’ospedale “Annunziata” di Cosenza contribuendo, inoltre, la De Nisi s.r.l. e i propri dipendenti alle attività di indagine. Tale denuncia ha generato il cosiddetto procedimento “Overture” che ha portato in data 25.06.2020 all’applicazione di decine di misure cautelari. La De Nisi s.r.l. si è costituita parte civile sia nel procedimento penale pendente in abbreviato presso il Tribunale di Catanzaro sia in quello ordinario pendente dinanzi al Tribunale di Cosenza con prossima udienza fissata al 09.11.2023 e in quest’ultimo, in data 11.05.2023, unitamente ai dipendenti della De Nisi s.r.l., l’Ing. De Nisi ha reso testimonianza in dibattimento. Nel mese di maggio 2020 ha subito una richiesta estorsiva effettuata all’interno dei propri uffici siti nel Comune di Filadelfia (VV). Ha contattato immediatamente la Questura di Vibo Valentia e in data 13.05.2020 ha formalizzato relativa denuncia da cui è scaturita la cosiddetta operazione “Olimpo” della DDA di Catanzaro nei confronti di Diego Mancuso, Peppone Accorinti, Davide Surace, Costantino Gaudioso, Paolo Ripepi, Gianfranco La Torre, nell’ambito della quale il GIP di Catanzaro ha emesso decine di misure cautelari di detenzione carceraria e con nota di data 25.07.2020, trasmessa alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro DDA, nominava quale parte offesa propri difensori gli avvocati Antonio Mazzone e Franco Giampà manifestando da subito l’intenzione di costituirsi parte civile. Da notizie di stampa si è appreso che le relative indagini sono state concluse nel corrente mese di ottobre.

In data 04.02.2022 Maurizio De Nisi - germano di De Nisi Francesco, già Sindaco del Comune di Filadelfia dal 2011 al 2021, attualmente Vice Sindaco del medesimo Ente - nella sua qualità di Amministratore della De Nisi s.r.l. denunciava alla Guardia di Finanza di Vibo Valentia un’ulteriore richiesta estorsiva subita il medesimo giorno in relazione al cantiere sito a Vibo Valentia, via Matilde Serrao n. 9 (già traversa di vie Accademie Vibonesi) relativo a lavori di ristrutturazioni condominiali. Tale denuncia ha generato il procedimento penale n. 4183/2018 R.G.N.R. D.D.A. Catanzaro, che ha portato all’arresto di Michele Manco per il reato di tentata estorsione aggravata dalle modalità mafiose.

Anche in questo caso, in data 16.01.2023, la De Nisi s.r.l. ha depositato presso la D.D.A. di Catanzaro procura speciale a mezzo dei propri difensori quale persona offesa e ha preannunciato la volontà di costituirsi parte civile che si è formalizzata all’udienza del 13.09.2023 nei confronti di Manco Michele (attualmente detenuto in carcere) e il relativo procedimento pende attualmente dinanzi al Tribunale Collegiale di Vibo Valentia con prossima udienza fissata al 30.10.2023. In tale contesto vanno inquadrate le dichiarazioni calunniose e false del collaboratore di giustizia Angotti Giovanni nei confronti di De Nisi Francesco, oggetto di una denuncia per calunnia da parte dell’Ing. De Nisi, attualmente al vaglio dell’Autorità Giudiziaria di Milano. Tali dichiarazioni false e calunniose vengono rese da Angotti il 28 settembre 2018 in Milano, ad oltre otto anni dal suo primo interrogatorio acquisito in data 20 luglio 2010.

In questo primo interrogatorio del 2010, reso dinanzi al dott. Vincenzo Capomolla, Procuratore Aggiunto ed attuale Reggente della Procura Distrettuale di Catanzaro, e per i successivi otto anni, Angotti Giovanni non fa riferimento a De Nisi Francesco nonostante all’epoca (2010 /2012) egli ricoprisse contemporaneamente sia la carica di Sindaco di Filadelfia che quella di Presidente della Provincia di Vibo Valentia. Trattavasi di personaggio sicuramente molto noto e conosciuto, ma stranamente sfuggito al ricordo del collaboratore . Le dichiarazioni vengono invece rese a distanza di anni, si ripete, il 28.09.2018 allorquando testualmente afferma: “Per come mi chiede sono invece a conoscenza di occasione in cui il clan Anello ha avuto un ruolo sull’andamento di competizione
elettorale. In particolare ricordo che tale De Nisi Francesco in più occasioni ha richiesto agli Anello aiuto per ottenere un maggior numero di voti. Ricordo che questo De Nisi versava delle somme di denaro direttamente a Tommaso Anello (prevalentemente perché Rocco era spesso in carcere) e questi le redistribuiva tra noi affiliati (me compreso) con il compito di raccogliere voti in suo favore utilizzando parte del denaro ricevuto (ad esempio io potevo ricevere 1.000 € e convincere qualche persona a votare De Nisi consegnando 50/100€) ovvero ricorrendo alla violenza e quindi percuotendo, ovvero sparando alle gambe alle persone che non intendevano votare per De Nisi, ovvero bruciando loro la macchina. Ricordo anche che lasciavamo a queste persone una scheda con il segno sulla preferenza indicata. Nello specifico ciò è avvenuto sia alle due elezioni comunali all’esito delle quali il de Nisi è diventato sindaco di Filadelfia (in una prima occasione il De Nisi aveva perso contro tale Francesco La Gala, non avendo in quel caso l’accordo con gli Anello). In occasione delle comunali ci fu indiata anche la preferenza del consigliere Carchedi Vincenzo. Lo stesso discorso fu fatto in occasione delle elezioni provinciali in cui il De Nisi era candidato consigliere in appoggio al candidato presidente Bruni ed infine nel 2008 quando il De Nisi si candidò direttamente alla presidenza della provincia di Vibo”.

L’ing. Francesco De Nisi apprendeva dalla stampa di tali dichiarazioni calunniose nel mese di luglio 2020, in occasione dell’emissione dei fermi cautelari nel procedimento c.d. Imponimento e da subito ne denunciava la falsità all’Autorità Giudiziaria e nella specie alla Procura distrettuale di Catanzaro e a quelle ordinarie di Vibo Valentia e di Lamezia Terme con le sopra richiamate note di data 30.07.2020 e 19.09.2020. Tali note e i documenti allegati non venivano inspiegabilmente acquisiti al fascicolo del procedimento e il Giudice dott. Francesco Rinaldi, a seguito di giudizio abbreviato, depositava nel mese di luglio 2022 sentenza a carico di Angotti Giovanni senza averle nel fascicolo e senza esserne quindi a conoscenza.

L’ing. Francesco De Nisi procedeva quindi a formalizzare denuncia per calunnia nei confronti di Angotti Giovanni e per diffamazione nei confronti del senatore Morra Nicola, all’epoca Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, e del giornalista Giuseppe Baglivo che avevano dato notizia e commentato la vicenda in termini del tutto inveritieri, incontinenti e strumentali anche con riferimento al ruolo dal medesimo ricoperto di responsabile della formazione politica “ Coraggio Italia” e di quello del senatore Gennaro Quagliariello e del Prefetto di
Vibo Valentia, dott.ssa Roberta Lulli.

Rilevava tra l’altro De Nisi Francesco, con riferimento alla falsità del narrato del collaboratore di giustizia, che in occasione delle tornate elettorali, sia comunali relative al Comune di Filadelfia sia provinciali della Provincia di Vibo, non vi era alcun riscontro da parte delle Autorità di Pubblica Sicurezza o della stampa in ordine a gambizzazioni, incendi di autovetture e percosse di cui al narrato del collaboratore di giustizia (il quale, del resto, non forniva alcun particolare, né indicava alcun riscontro).

In ordine alle elezioni Comunali. Angotti Giovanni rientrava in Filadelfia, per sua ammissione, tra il 2002 ed il 2003 (cfr. verbale di sommarie informazioni del 2010 – All. D; pag. 3218 Decreto di fermo). De Nisi veniva eletto per la prima volta Sindaco nel 2001 (13.05.2001) ed in tale tornata elettorale Angotti Giovanni, in virtù delle sue stesse dichiarazioni, non poteva avere compiuto le condotte da lui stesso dichiarate. Nella seconda tornata elettorale (28.05.2006) in cui De Nisi Francesco veniva rieletto Sindaco di Filadelfia, sia Rocco Anello che Tommaso Anello si trovavano entrambi detenuti (Stralcio decreto di fermo proc. n. 7198/2015 pag. 3224 -3225) e non potevano, quindi, concretizzarsi le condotte descritte dall’Angotti – (“In particolare ricordo che tale De Nisi Francesco in più occasioni ha richiesto agli Anello aiuto per ottenere un maggior numero di voti. Ricordo che questo De Nisi versava delle somme di denaro direttamente a Tommaso Anello (prevalentemente perché Rocco era spesso in carcere […]”).

In tale tornata elettorale, l’opposizione politica al De Nisi si candidava con lui e non avendo di fatto avversari egli ottiene circa il 90 per cento dei voti. In ordine alle elezioni Provinciali In relazione alla tornata elettorale del 2004 (12.06.2004) in esito alla quale De Nisi Francesco veniva eletto Consigliere Provinciale, entrambi i fratelli Rocco e Tommaso Anello erano detenuti e, quindi, le condotte attribuite a De Nisi Francesco non potevano concretizzarsi. Rilevava, inoltre, che Fraone Domenico, nei confronti del quale Angotti dichiarava di avere dato supporto elettorale, era candidato in una lista concorrente rispetto a quella di De Nisi Francesco. Nella tornata elettorale del 2008 (13.04.2008), De Nisi Francesco veniva candidato a Presidente della Provincia. Angotti nel primo verbale (cfr. verbale sommarie informazioni – in cui viene sentito arresta la sua partecipazione al clan all’anno 2006. (Con gli Anello il 2006 ci siamo divisi perché avevo detto: Basta…” a
domanda P.M.: Quindi i rapporti con gli Anello sono stati, avete detto, dal 2003 al 2006”. Risposta Angotti: al 2006 – pag. 3218 Decreto di fermo del procedimento 7198/2015 R.G.N.R. -. Ma la circostanza già rilevata nella precedente nota di due anni prima (30.07.2020) e che De Nisi Francesco risottoponeva all’attenzione dell’ Autorità Giudiziaria era il fatto che Angotti Maria Teresa in data 28.08.2007 denunciava il proprio padre Angotti Giovanni per maltrattamenti in famiglia, in particolare: “per avere maltrattato la propria moglie Serratore Anna e la propria figlia Angotti
Maria Teresa costringendole a vivere in un clima di continue violenze e vessazioni, malmenandole e minacciandole ripetutamente nonché ingiuriandole con frasi volgari ed offensive, obbligandole, con tali atteggiamenti, in varie circostanze, a dormire fuori dalla propria abitazione”.

In tale circostanza (anno 2007) madre e figlia si erano rivolte al Comune per trovare sostegno e per sfuggire alle violenze dell’Angotti. In effetti ciò avvenne e Angotti Giovanni fu allontanato dal territorio del Comune di Filadelfa e quindi per tali fatti arrestato il 26.05.2008. L’Ing. De Nisi rilevava inoltre che in, qualità di candidato Presidente, non veniva espressa alcuna preferenza in suo favore e che era sostenuto da una coalizione con ben 11 liste ed avversario principale alla carica di Presidente era Francescantonio Stillitani (indagato nel procedimento penale n. 7198/2015 R.G.N.R. Trib. Catanzaro). Quanto qui descritto e occorso a danno di De Nisi Francesco presenta di per sé elementi patologici che provocano turbamento e inquietudine e ciò ancora di più nel contesto di denunce e azioni avverso le organizzazioni criminali (cosche associate: Anello, Accorinti, Mancuso) dal medesimo poste in essere e riassunte nelle note e querele qui allegate e che partono da lontano.

A titolo esemplificativo, si riassume la vicenda dell’appalto della manutenzione dell’impianto di pubblica illuminazione del Comune di Filadelfia. La precedente Amministrazione di Filadelfia (La Gala) aveva instaurato rapporti contrattuali di appalto con Anello Domenico, germano di Rocco e Tommaso Anello (manutenzione dell’impianto di pubblica illuminazione dal 16.02.1999 al 25.02.2001 importo di lire 18.105.900 oltre le spese non quantificate per materiale ed un appalto per la realizzazione di rete di pubblica illuminazione per un importo di euro 37.605,57 il cui contratto era stato stipulato ai sensi dell’art. 8 del medesimo “senza alcuna richiesta di certificazione antimafia in quanto trattasi di contratto il cui valore complessivo non supera lire 300 milioni art. 2 lettera e del DPR 3.06.1998, n. 252).

Il contratto di manutenzione della pubblica illuminazione era scaduto il 25.02.2001 ed in data 22.03.2001 il Comune di Filadelfia, prima delle elezioni all’esito delle quali De Nisi Francesco veniva eletto per la prima volta Sindaco con un margine di 100 voti circa, prorogava il contratto per altri due anni (senza gara) . A capo dell’Amministrazione Comunale di Filadelfia in qualità di Sindaco vi era il sig. Vito Francesco La Gala il quale era contestualmente candidato alla carica di Sindaco in contrapposizione all’Ing. De Nisi nella medesima tornata elettorale del 2001. Alla scadenza del contratto in data 31.12.2002 i rapporti tra il Comune e la Ditta Anello Domenico si interrompevano e l’Ente si rivolgeva ad altre ditte.

In data 14.04.2004 la Giunta Municipale guidata da De Nisi Francesco approvava un protocollo di Legalità con la Prefettura di Vibo Valentia che anticipava la normativa organica sulle certificazioni antimafia introdotta con il D.lgs. n. 159/2011 prevedendo disposizioni più stringenti in materia, escludendo in tal modo le ditte a rischio infiltrazione criminale e quindi anche quella di Anello Domenico.

A fronte di tutto ciò e dei concreti pericoli cui De Nisi Francesco esponeva sé e la propria famiglia, con nota di data 27.01.2023 (che si allega) ha richiesto alla Prefettura di Vibo Valentia di porre in essere senza ritardo tutte le azioni di tutela che avrebbe ritenuto necessarie ed opportune previa convocazione del Comitato Provinciale per la Sicurezza e l’Ordine Pubblico. A tale istanza sono seguiti sia solleciti verbali, manifestati direttamente al Sig. Prefetto di Vibo Valentia, sia formalizzati mediante mail certificata.

Orbene, non vi è dubbio che si è in presenza di una pluralità di denunce formalizzate nei confronti di soggetti aventi un considerevole spessore criminale, con relativa applicazione di misure cautelari carcerarie e conseguenti costituzioni di parte civile che hanno avuto anche notevole eco mediatico. Altrettanto indubbia è l’attività di impresa svolta dall’ Ing. De Nisi Francesco nella sua qualità di Direttore Tecnico della De Nisi s.r.l. e quella svolta dal germano De Nisi Maurizio, Amministratore della predetta società.

Rilevante da parte dell’Ing. De Nisi Francesco lo svolgimento dell’attività politica ed istituzionale di Consigliere regionale ed esponente di spicco di un partito politico in tutto il territorio della Regione Calabria e con particolare riferimento a quello delle province di Vibo Valentia e Catanzaro che lo costringono a frequenti e quotidiani spostamenti, in assenza di qualsivoglia tutela della sua incolumità.La tela di fondo così tracciata restituisce, inequivocabile, la ferma posizione assunta dall’ing. De Nisi in termini di contrasto e denuncia nei confronti della criminalità organizzata regionale, esponendolo certamente al rischio per la propria incolumità personale, soprattutto ove si consideri il ruolo politico e dunque la presenza fisica sull’intero territorio della Regione Calabria.

Tuttavia, la Prefettura di Vibo Valentia, nonostante sia depositaria della documentazione sin qui richiamata e nuovamente allegata, non ha ritenuto necessario né avviare il procedimento di verifica delle condizioni di tutela e vigilanza in favore dell’ing. De Nisi, nè tantomeno fornire riscontro a quest’ultimo. L’inerzia e il silenzio dell’UTG mal si conciliano con il principio di legalità ed
efficacia di cui all’art. 1 della Legge n° 241/1990 e in genere con l’obbligo di provvedere incombente sulla PA, ancor di più in materie nelle quali la sicurezza pubblica e l’incolumità divengono centrali.

È per tali motivazioni che la presente nota viene indirizzata anche al Ministero dell’Interno, al Dipartimento di Pubblica Sicurezza, alla Procura della Repubblica e alla Questura di Vibo Valentia, affinché ciascuna, per quando di dovere, competenza e responsabilità, voglia sollecitare la definizione (se non, prima ancora, l’avvio) del procedimento di verifica delle condizioni di tutela e vigilanza in favore dell’ing. Francesco de Nisi. Chiediamo di conoscere il nome del responsabile del procedimento. Disponibili a fornire qualsivoglia documento che si renda necessario, porgiamo distinti saluti.