Ennesimo difetto di notifica del decreto con la richiesta di rinvio a giudizio e gup costretto a rimandare al 17 marzo 2016. Vicina la prescrizione dei reati per l'inchiesta sui Bed &Breakfast

di GIUSEPPE BAGLIVO

Niente da fare per l'inchiesta nata dall'operazione denominata “Resort”, scattata il 12 aprile 2012 nel Vibonese con la scoperta di una presunta maxitruffa ai danni della Comunità europea, "coperta" da strutture alberghiere riconducibili ai "Bed and Breakfast". Nonostante la chiusura delle indagini preliminari per 56 indagati risalga al novembre 2012, mentre la richiesta di rinvio a giudizio porta la data del novembre 2014, ancora la richiesta della Procura non è stata esaminata dal gup del Tribunale di Vibo Valentia che ha rinviato per la terza volta di fila l'udienza preliminare a causa dell'ennesimo difetto di notifica ad alcuni indagati del decreto con la richiesta di processo. Se ne riparlerà il 17 marzo 2016, con la prescrizione dei reati che si avvicina sempre più. Un modo come un altro – ormai da tempo in “voga” nel Palazzo di giustizia vibonese, nonostante la recente visita del ministro della Giustizia Andrea Orlando – per smaltire di fatto i fascicoli processuali con dibattimenti (quando ci si arriva) che si concludono spesso con un nulla di fatto e con la formula del “non luogo a procedere per intervenuta prescrizione”.

Tribunale Vibo Valentia

L’attività investigativa, coordinata dal pm Santi Cutroneo (ora trasferito in altra sede), è stata condotta dalla Guardia di Finanza ed i reati contestati, a vario titolo, agli indagati vanno dalla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche alla malversazione ai danni della Comunità europea, sino al falso ideologico ed alla dichiarazione fraudolenta mediante l'emissione di fatture per operazioni inesistenti. Un milione e 300mila euro la somma complessiva illecitamente percepita, secondo l'accusa, per la realizzazione di 23 Bed & Breakfast nel Vibonese che, ad avviso della Gdf, in molti casi non sarebbero stati neppure realizzati. Fra le richieste di rinvio a giudizio, oltre a quella che interessa il consigliere comunale di Serra San Bruno, Giuseppe De Raffele, altre 18 posizioni riguardano i collaudatori dei B&B inviati dalla Regione Calabria. Ex presidente del Consiglio comunale di Serra San Bruno, Giuseppe De Raffaele, 49 anni, oggi consigliere di maggioranza e lo scorso anno passato a Ncd a Forza Italia. Lo stesso è indagato nelle vesti di amministratore di una società informatica con sede a Catanzaro Lido che aveva venduto a Stefano Catania, 30 anni, di Spadola (pure lui indagato) un computer. L’emissione della fattura, secondo il pm e la Guardia di Finanza, avrebbe permesso a Catania di documentare spese non realmente sostenute.

Giuseppe De Raffele

Questi gli altri indagati, titolari di B&B, accusati dei reati di malversazione, falso e truffa, per i quali la Procura di Vibo Valentia ha chiesto il rinvio a giudizio e la cui posizione, alla luce dell'ennesimo difetto di notifica, dovrà ora essere esaminata dal gup il 17 marzo 2016: Domenico Maida, 45 anni, di Vazzano (67.148,45 euro il contributo); Antonio Imeneo, 57 anni, di San Nicola da Crissa, (62.400,00 euro); Angela Grillo, 43 anni, di Ionadi, (35.610, 28 euro); Maria Imeneo, 53 anni, di San Nicola, (19.747,91 euro); Vito Galati, 46 anni, di Vallelonga, (10.150, 00 euro); Iole Silvaggio, 65 anni, di Maierato, (euro 19.747,91); Massimiliano Sibio, 33 anni, di Mongiana, (50.737,09 euro); Caterina Staropoli, 47 anni, di Vallelonga, con B&B a Vena di Ionadi (61.416,80 euro); Antonio Felice, 28 anni, di Piscopio, (67.717,50 euro); Giuseppe Vetrò, 30 anni, di Vallelonga, (97.689, 73 euro); Elisa Vetrò, 29 anni, di Vallelonga, (80mila euro); Lidia Ierullo, 38 anni, di Vallelonga (88.094,23 euro); Rosaria Bagnato, 39 anni, di San Cono di Cessaniti, a cui non viene però contestata la truffa.


Il reato di truffa aggravata viene poi contestato ad altri titolari di B&B: Giuseppe Andreacchi, 56 anni, di Vallelonga (99.999, 98 euro il finanziamento); Pasquale Romano, 39 anni, di Mileto, con B&B a Ionadi (29.080,54 euro); Stefano Catania, 30 anni, di Spadola; Giovanni Battista Franzone, 53 anni, (60.169,19 euro); Patrizia Campisi, 41 anni, di Vallelonga, (82.307,33 euro).


Di malversazione e falso rispondono invece Maria Calzone, 77 anni, di Ionadi (62.586,36 euro) e Angelo Mangialavori, 60 anni, di Pernocari di Rombiolo, mentre di malversazione deve rispondere Francesco Sibio, 40 anni, di Mongiana, (46.484,05 euro il finanziamento).


Di falso ideologico devono rispondere poi diversi collaudatori dei B&B inviati dalla Regione: Francesco Gelsomino, 62 anni, di Rende; Eugenio Marino, 67 anni, di Pentole (Cz); Vittorio Cupelli, 64 anni, di Lago; Cristian Rizzo, 32 anni, di Falconara (Cs); Caterina Froio, 31 anni, di Montauro; Andrea Mazzei, 37 anni, di Miglierina; Giovanni Veneziano, 63 anni, di Monterosso Calabro; Francesco Bianchi, 65, di Catanzaro; Elisa Filardo, 42 anni, di Vena di Ionadi (collaudatore di parte); Roberto Capalbo, 41 anni, di Corigliano; Angela Celestino, 34 anni, di Rossano; Andrea Guido, 40 anni, di Cosenza; Giuseppina Sette, 45 anni, di Vibo Valentia; Francesco Aragona, 40 anni, di San Sosti (Cs); Davide Franceschiello, 43 anni, di Cosenza; Francesco Vizza, 61 anni, di Rogliano; Emilio Giordano, 41 anni, di Cosenza; Piero Farfalla, 39 anni, di Rossano. Bruno Vetrò, 55 anni, di Vallelonga, padre dell’indagato Giuseppe, risponde invece di concorso in truffa.


Guardia di Finanza

Vi sono poi titolari di ditte e negozi e i direttori dei lavori accusati, a vario titolo, di falso o emissione di fatture in favore dei titolari dei B&B per operazioni, secondo l’accusa, inesistenti. Questi i nomi: Giuseppe Condello, 56 anni, di Filogaso; Rocco Valente, 30 anni, di Vibo; Francesco Moscato, 31 anni, di Vazzano; Saverio Rotundo, 57 anni, di Marcellinara; Salvatore Morello, 50 anni, di Lamezia; Alessandro Franzè, 37 anni, e Gianfranco Rauti, 53 anni, di Chiaravalle; Gaetano Gnisci, 44 anni, di San Lucido; Cosmo Arena, 41 anni, di Spadola; Nicola Arena, 48 anni, di Spadola; Michele Piperno, 40 anni, di Piscopio; Alfredo Lo Bianco, 49 anni, di Ionadi; Orlando Tavella, figlio di Maria Calzone (falso in scrittura privata); Massimiliano Franchina, 43 anni, di Serra San Bruno; Giuseppe Barbieri, 51 anni, di Sant’Onofrio (direttore dei lavori per la Campisi ed accusato di falso)


Impegnati nel collegio di difesa gli avvocati:  Vecchio, Muzzopappa, Orecchio, Inzillo, Latassa, Scarmato, Pacienza, Ganino, Sibio, Capria, D’Amico, Gennaro, Rocchetto.