Andrea Beretta, ex capo ultrà dell’Inter arrestato nell’inchiesta “Doppia Curva” e per l’omicidio di Antonio Bellocco, ha riconosciuto Domenico Morabito nelle foto mostrate dai pm di Milano, identificandolo come “quello che voleva parcheggiare Vittorio”. Morabito, classe ’55 di Bova Marina, è considerato un esponente di spicco della ‘ndrangheta attiva nelle zone joniche della Calabria.

Beretta ha raccontato dell’incontro avvenuto nel suo centro sportivo di Cambiago con tre uomini, tra cui “Arduino, un calabrese che frequenta gli Irriducibili”, il cognato di Carlo Testa e un anziano che gli fu indicato come appartenente a una famiglia calabrese.

L’episodio è legato all’omicidio di Vittorio Boiocchi, storico leader della curva dell’Inter, freddato sotto casa il 29 ottobre 2022 da due sicari in moto. Beretta ha spiegato ai pm della Dda di Milano il clima intimidatorio dell’incontro: “Già solo la loro presenza, il modo in cui sono arrivati e il linguaggio che usavano erano intimidatori”. Ha poi riferito che, mentre spiegava di aver usato soldi propri per Boiocchi, Morabito avrebbe risposto: “Noi a Vittorio lo parcheggiamo”, frase che Beretta ha interpretato come un tentativo di metterlo sotto pressione per escludere Boiocchi.

L’ex capo ultrà ha inoltre collegato alla vicenda Antonio Bellocco, raccontando di un incontro a Pioltello in un bar accanto alla farmacia, dove avrebbe “scaricato tutta questa storia” su Bellocco. Quest’ultimo, successivamente, gli avrebbe detto di aver respinto le pressioni del gruppo: “Li abbiamo mandati a fare in c*lo, volevano mettere becco nello stadio e non avevano mollato il discorso”.

Beretta ha infine riferito di un altro incontro con Morabito fuori da un bar, sottolineando che il gruppo usava due SUV neri, tra cui una BMW X6 con targa tedesca.