Ai piani alti dell’Inps e del ministero del Lavoro i nervi sul pasticcio-disastro della cassa integrazione sono sempre più tesi e scoperti. E il numero uno dell’Istituto, il grillino Pasquale Tridico, è sempre più nella bufera, sotto i colpi delle opposizioni, ma anche di un larga fetta del Pd e di tutta Italia Viva. La scadenza finale del 12 giugno, indicata proprio dal presidente dell’ente come data ultima per il pagamento delle indennità di marzo e aprile, è passata, ma, sia da quanto risulta da fonti beninformate sia dalla raffica di testimonianze di lavoratori su siti e forum, sono ancora centinaia di migliaia i cassintegrati per l’emergenza Coronavirus rimasti a secco. I numeri dei poveri "sommersi" della cassa oscillano da oltre 400mila al doppio, senza che si riesca a venire a capo di una cifra univoca.

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