Tutti conoscerete il "Gioco dell'Oca" e tutti più o meno da piccoli ci avrete giocato. In tempi come questi di epidemia da Coronavirus nasce una originale e simpatica rivisitazione denominata "L'oca in quarantena"

Ideato da Paula Benevene, docente di Psicologia del lavoro e delle organizzazioni all'università Lumsa, e dalle studentesse del corso di laurea magistrale in Psicologia dell'ateneo Maria Vittoria Bigliardo, Mirifique Icyimanishaka e Paola Mazzarone, "L'oca in quarantena" si propone come strumento educativo per insegnare, attraverso il gioco e il divertimento, concetti e comportamenti altrimenti di difficile comprensione per i più piccoli: "Dal distanziamento sociale al focolaio epidemico - spiega la professoressa Paula Benevene - dal restare informati attraverso le fonti ufficiali alle norme di prevenzione legate all'utilizzo della mascherina e dei guanti". E aggiunge: "Mettiamo questo gioco a disposizione di tutti, gratuitamente".

Come giocare a "L'oca in quarantena". Si segue il tradizionale meccanismo del Gioco dell'oca: ci vogliono almeno due giocatori, di cui, idealmente, almeno uno è un adulto, il tabellone e un tradizionale dado a sei facce che ciascun giocatore lancerà a turno. Ogni casella del tabellone, che può essere stampato dal sito della Lumsa, presenta testi, e disegni, che riguardano nozioni e comportamenti virtuosi, che permettono al giocatore di avanzare, o pericolosi, che invece fanno retrocedere il giocatore. Ecco, allora che se si finisce nella casella dove c'è scritto che si è andati al supermercato senza guanti, si retrocede di due caselle. Se si è giocato con il proprio fratello mentre i genitori erano in smartworking si va avanti di due caselle. Si sta fermi per un turno se si è in attesa del risultato del tampone. Si retrocede di quattro caselle se si è usato più disinfettante di quanto ne servisse per cui qualcun altro dovrà farne a meno. Vince chi arriva primo al traguardo, alla casella 63, dove finalmente risulta che il virus è stato sconfitto.

"Abbiamo lavorato con passione a questo progetto - hanno detto le studentesse Bigliardo, Icyimanishaka e Mazzarone - divertendoci e mettendo in pratica gli insegnamenti appresi a lezione. Insieme abbiamo realizzato un gioco da tavolo educativo e vogliamo renderlo disponibile, gratuitamente, per chiunque ne abbia bisogno: genitori, insegnanti ed educatori".