Il processo d'Appello vede imputati Pantaleone e Giuseppe Mancuso, già assolti in primo grado. Il fatto di sangue risale al maggio 2008  

Erano stati assolti in primo grado "per non aver commesso il fatto", il boss Pantaleone Mancuso, 54 anni, detto l'Ingegnere e Giuseppe Mancuso, 26 anni (difesi dall'avv. Francesco Sabatino), dall'accusa di duplice tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso, nei confronti di Romana Mancuso, 70 anni  e Giovanni Rizzo 43 anni, zia e nipote dei due imputati,  nell'ambito del processo "Family Affair". Ma il pubblico ministero ha deciso di ricorrere contro il verdetto. Il tutto è così finito alla prima sezione penale della Corte d'Appello di Catanzaro che ha rinnovato l'istruzione del processo. Il prossimo sei giugno, ad essere ascoltato, sarà il collaboratore di giustizia vibonese Andrea Mantella, relativamente alle sue conoscenze rispetto al fatto delittuoso.  

Il fatto. Romana Mancuso e Giovanni Rizzo, il 26 maggio del 2008, in località "Gagliardo" (tra Nicotera e Limbadi), vennero gravemente feriti a colpi di pistola e di kalashnikov nell'ambito di quello che gli inquirenti ipotizzarono fosse un contrasto interno tra gli appartenenti alla "famiglia" Mancuso. Ma il verdetto di primo grado non confermò questa ipotesi.