Tre provvedimenti di Daspo della durata di cinque anni sono stati emessi nei confronti di altrettanti esponenti della tifoseria organizzata della Reggina Calcio, ritenuti appartenenti a una frangia della curva coinvolta in un'inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria. Le misure, adottate dalla Questura, prevedono anche l'obbligo di presentazione presso gli uffici di polizia in occasione delle partite della squadra amaranto, prescrizione già convalidata dall'autorità giudiziaria. 

I provvedimenti arrivano al termine di un'attività investigativa condotta dalla Digos reggina che, nel maggio scorso, aveva portato alla notifica dell'avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti dei tre soggetti. Le ipotesi di reato contestate sono associazione a delinquere ed estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni della precedente dirigenza dell'A.S. Reggina 1914. Contestata anche l'aggravante legata alla commissione dei fatti in occasione di manifestazioni sportive o durante gli spostamenti della tifoseria. L'attività investigativa rientra nel quadro delle azioni di prevenzione e contrasto ai fenomeni di illegalità legati al mondo del tifo organizzato. I destinatari dei provvedimenti restano, in ogni caso, presunti innocenti fino a un'eventuale sentenza definitiva di condanna.