Si apriranno le porte del Tribunale collegiale di Catanzaro per 42 imputati coinvolti nella maxi-inchiesta denominata “Clean Money”. Il gup distrettuale Fabiana Giacchetti, accogliendo le richieste della Dda, ha disposto il rinvio a giudizio per coloro che hanno scelto il rito ordinario, segnando una tappa fondamentale nel contrasto alla criminalità organizzata nel capoluogo calabrese.

L’indagine dei carabinieri ha ricostruito l’evoluzione del clan dei Gaglianesi: nato come braccio operativo delle potenti famiglie Arena di Isola Capo Rizzuto e Grande Aracri di Cutro, il gruppo sarebbe diventato un’organizzazione autonoma. Secondo l'accusa, la cosca esercitava una pressione soffocante sui quartieri Pistoia, Corvo, Aranceto, Germaneto e Catanzaro Lido, gestendo estorsioni, furti e traffico di droga.

Figura centrale dell'inchiesta è Lorenzo Iiritano, alias “Enzo” o “Ditta”, considerato dagli inquirenti il “decisionista” del clan. Sarebbe stato lui il collante tra i Gaglianesi e le altre ‘ndrine calabresi (dagli Iozzo di Chiaravalle ai Catarisano di Borgia), dirigendo le attività illecite e reinvestendo i capitali sporchi in attività legali tramite imprenditori compiacenti.

L’elenco dei rinviati a giudizio

Cosimino Abbruzzese (70 anni, Catanzaro); Orlando Abbruzzese (50 anni, Catanzaro); Antonio Anello (71 anni, Curinga); Tommaso Aprile (60 anni, Catanzaro); Alessandro Basile (40 anni, Catanzaro); Dorin Boicu (41 anni, Catanzaro); Vitaliano Cannistrà (69 anni, Catanzaro); Nicolina Cavaretta (60 anni, Mesoraca); Domenico Cerminara (53 anni, Catanzaro); Massimiliano Celi (46 anni, Catanzaro); Saverio Ciambrone (61 anni, Gimigliano); Salvatore Corea (55 anni, Catanzaro); Giovanni Costa (72 anni, Roma); Andrea Doria (54 anni, Catanzaro); Donato Gallelli (50 anni, Sellia Marina); Antonio Giglio (49 anni, Catanzaro); Igor Guarino (42 anni, Milano); Lorenzo Iiritano (66 anni, Catanzaro); Eugenio Longo (57 anni, Catanzaro); Michele Maccherone (48 anni, Brusaporto); Domenico Maida (57 anni, Catanzaro); Michele Maruca (71 anni, Catanzaro); Fortunato Mesiano (50 anni, Biassono); Giuseppe Narciso (59 anni, Catanzaro); Pancrazio Opipari (49 anni, Sellia Marina); Giovanni Passalacqua (60 anni, Catanzaro); Giorgio Pavan (71 anni, Rovello Porro); Enrico Pinto (53 anni, Catanzaro); Antonio Procopio (64 anni, Catanzaro); Giuseppe Procopio (43 anni, Catanzaro); Pietro Procopio (70 anni, Catanzaro); Giuseppe Rijitano (60 anni, Catanzaro); Domenico Rizza (69 anni, Catanzaro); Angelo Rotella (36 anni, Borgia); Giuseppe Rocca (62 anni, Lecco); Giuseppe Signoretta (51 anni, Montepaone); Vincenzo Santoro (37 anni, Catanzaro); Mazio Scerbo (47 anni, Cutro); Domenico Scozzafava (44 anni, Catanzaro); Francesco Trapasso (57 anni, Catanzaro); Ercole Zirpoli (69 anni, Catanzaro); Simone Zurlo (20 anni, Catanzaro).

Rito abbreviato e accuse

Per altri 12 indagati che hanno scelto il rito abbreviato (tra cui Antonio Donato, Stefania Costanzo e Roberto Corapi), la requisitoria del pubblico ministero è attesa per il 26 febbraio. Le accuse contestate a vario titolo sono pesanti: associazione a delinquere di tipo mafioso, usura, estorsioni ai danni di imprenditori, truffa, riciclaggio e traffico di stupefacenti.