A giudizio del responsabile provinciale Ambiente di Sel a Vibo Valentia, Danilo Tucci, non è uno "strumento utile e produttivo"

"La montagna ha partorito il topolino". Boccia così la legge sul Registro tumori approvata lo scorso 12 febbraio il responsabile Ambiente di Sel a Vibo Danilo Tucci.  "Certo - chiarisce -  leggendo i principi generali e le finalità inserite nel primo articolo della legge verrebbe da dire “meglio questo che nulla”. Ma la domanda è un'altra: "Sarà uno strumento realmente utile e produttivo per come è stato articolato?"  

L'affondo. La risposta dell'esponente vendoliano è negativa per una serie di ragioni "Mi chiedo - attacca Tucci -  come sia possibile pensare, senza l’utilizzo di un centesimo aggiuntivo, di poter realizzare una mappatura tumorale articolata, efficiente ed efficace, scaricando tutte le responsabilità alle Asp provinciali che certamente, in Calabria, non navigano nell’oro. Siamo di fronte ad una ennesima presa in giro nei confronti di tutti i cittadini, specie di coloro che soffrono di questo male terribile".

La raccolta dati sul territorio. Peraltro, " nell’Art. 3 comma 3, si accenna - prosegue - solo ad una semplice allocazione del Registro tumori presso la direzione strategica di ogni singola Asp. Nessun accenno però sul come e sul chi debba comunicare i dati raccolti sulle patologie oncologiche territoriali. Come se non bastasse, chi analizza i dati raccolti su tutto il territorio regionale visto che manca un centro di valutazione epidemiologico? Quanto all'istituzione di "un Centro di coordinamento regionale del Registro tumori composto da rappresentanti di Asp, Arpacal e l’AIRTum", si sottolinea come non esista  un "modo di coinvolgere direttamente rappresentanze comunali portatrici di esperienze dirette sul territorio come ad esempio le figure degli assessori all’Ambiente dei 5 comuni capoluogo".

Valutazione politica. Non manca poi una "valutazione politica che noi facciamo - ammonisce Tucci - su un altro aspetto essenziale: ben venga un Registro tumori, ovviamente non formulato in questi termini, per quantificare statisticamente le incidenze oncologiche, ma davvero si pensa che col solo Registro tumori si possa affrontare una problematica cosi complessa? Se la risposta è negativa, allora perché parallelamente all’approvazione di questa legge non è stata creata una commissione d’inchiesta regionale ad hoc sull’altissima incidenza tumorale in Calabria che è palesemente sotto gli occhi di tutti ? Per rimanere a Vibo si guardi al “caso Triparni” con 80 casi oncologici su una popolazione di 450, dove dopo quasi un anno non si conoscono ancora i dati delle rilevazioni effettuate dall’Arpacal. Sul “caso Triparni”, vorrei aggiungere, stiamo ancora aspettando che il Sindaco Elio Costa e la sua Giunta dicano qualcosa alla popolazione di Triparni e ribadiamo nuovamente l’appello affinchè venga convocato un Consiglio Comunale straordinario e ad hoc con unico punto all’ordine del giorno" (Red 3)