Gestione rifiuti a Vibo, lo Slai Cobas: completare piano assunzioni
L'azienda ha provveduto ad aumerntare le ore di lavoro fino al raggiungimento del tempo pieno a 47 unità. Disposto anche un certo numero di assunzioni nei confronti del personale rimasto fuori al momento del passaggio diretto. Ma il piano non è ancora stato completato. A ribadirlo in una nota è il coordinatore dello Slai Cobas Nazzareno Piperno che evidenzia pure altre situazioni da risolvere al più presto:
I presupposti. "Prendiamo atto del fatto che l'azienda, per motivazioni di sostenibilità economiche nelle quali non vogliamo e non dobbiamo entrare - si scrive in una nota - dispone di evitare da ora in poi il ricorso ad “ogni forma di lavoro straordinario”, che tuttavia, non condividiamo anche per i disagi che i nuovo orari porteranno alla collettività (basti pensare ai mezzi pesanti in funzione nelle prime ore del mattino e alle ripercussioni sul traffico cittadino nelle ore di punta). La riflessione, però che se ne ricava non può che essere quella di un aumento delle ore, per il personale assunto, e di un aumento degli occupati in quanto necessari allo svolgimento del servizio che, con il numero di addetti originariamente assunti e con le sole quattro ore di servizio originarie evidentemente non poteva essere in alcun modo garantito. E se si continuava, almeno fino ad ora, ad autorizzare lavoro straordinario, - nonostante l'aumento delle ore e degli occupati – era segno evidente che neanche in tal modo il servizio si riusciva a svolgere.
Le deduzioni. La conclusione è abbastanza semplice: "Esistevano ed esistono tuttora spazi non solo per un aumento delle ore al personale ancora assunto part-time, ma anche per ulteriori assunzioni magari assorbendo tutto quelle unità rimaste fuori a novembre ma che vantano una lunga storia lavorativa nel comparto. Non altrimenti potrebbero leggersi le dichiarazioni aziendali contenute nella nota richiamata in oggetto. E forse, se si considerano le lacune del servizio – lo spazzamento per esempio svolto adeguatamente solo per alcune zone del centro e carente in periferia, o la raccolta differenziata partita solo in alcune zone e chiaramente insufficiente - gli spazi di manovra sul fronte occupazionale e sul miglioramento delle condizioni contrattuali del personale in ottica di miglioramento del servizio , sono ancora maggiori. Insomma lavoro ve n'è. Si tratta ora di trovare le risorse".
Appello al sindaco. E questo è uno spunto di riflessione che "vogliamo rivolgere all'Amministrazione -evidenzia Piperno - affinchè cerchino tali risorse da mettere a disposizione ora e, soprattutto, nel bando futuro per garantire l'assunzione di un numero di addetti sufficiente per un servizio adeguato alle tariffe pagate dalla cittadinanza e che si avvicini, finalmente, agli standards europei. Il tutto senza dimenticare la necessità di consolidare quei miglioramenti contrattuali che l'azienda ha riconosciuto – mantenendo la parola data ma perchè evidentemente era necessario per il servizio che doveva svolgere ritenendo chi scrive di poter escludere volontà filantropiche in un imprenditore che legittimamente persegue il proprio guadagno - e che ancora non hanno determinato l'insorgenza in capo ai lavoratori dei relativi diritti trattandosi di nuove acquisizioni che solo il decorso del tempo andrà a consolidare In questa ottica e magari preparando il terreno al nuovo appalto e all'azienda che verrà - se diversa da quella odierna - si presenta la necessità di continuare con tale azienda per consolidare i cambiamenti con la maturazione dei 240 giorni previsti dal C.C.N.L. ed evitare così di compromettere quanto di buono fatto sinora, e di creare nuovamente, quando il nuovo cambio appalto sarà realtà, quei disagi e quei fermenti sociali rimasti in eredità a tale Amministrazione dallo 'scellerato' appalto Progettambiente, il cui ricordo insieme alle sofferenze dei lavoratori, è ancora troppo vivo per non temerne una recrudescenza".
