'Ndrangheta, le rivelazioni del pentito sul traffico di cocaina (NOMI-DETTAGLI)
Errico D’Ambrosio, collaboratore di giustizia ed ex narcotrafficante, ha svelato i dettagli di un vasto traffico di cocaina tra il Sud America e l’Italia, in particolare attraverso i porti di Livorno e Catania. Ritenuto vicino alla ‘ndrina Molè, operava in sinergia con trafficanti albanesi e membri della Sacra Corona Unita foggiana.
Secondo le indagini della Dda di Firenze, D’Ambrosio era in «diretto contatto con Ernesto Madaffari» e coinvolto nell’«esfiltrazione della cocaina dal porto di Livorno, acquistata in Sud America in sinergia operativa tra esponenti della criminalità organizzata italiana e quelli della criminalità organizzata albanese». Dopo la scarcerazione, si trasferì a Napoli sotto la protezione del clan Amato-Pagano e gestì traffici di droga con il reggente Antonio Pompilio.
Il pentito ha raccontato che, nel maggio 2022, fu contattato da «(…) e da tale Paco che conosco come Giuseppe Curciarello di Siderno» per recuperare 106 kg di cocaina al porto di Catania. «Mi recai subito a Catania a bordo di una 500 X bianca noleggiata…». La sera prima del sequestro, entrò nel porto con Curciarello e incontrò Nino Vasta e «tale Angelo», che «ci consentì di entrare al porto perché riuscì a fare alzare la barra di accesso interloquendo con il soggetto addetto alla sicurezza». Il carico, destinato ai Laudani, non fu recuperato a causa di un sequestro della Guardia di Finanza.
D’Ambrosio ha anche rivelato che i trafficanti usavano criptofonini israeliani, acquistati in Spagna a 5.000 euro, per coordinare le operazioni nei porti italiani. Le sue dichiarazioni sono state cruciali per le inchieste di Firenze e Catania, contribuendo all’arresto di Angelo e Melino Sanfilippo e all’identificazione dei finanziatori del traffico di droga.
