Secondo Confesercenti, nonostante gli sconti siano partiti già da maggio, se la tendenza negativa rilevata fino ad oggi non si dovesse invertire, circa 27mila negozi di abbigliamento e calzature rischiano di chiudere entro l'anno.

"Una preoccupazione che condividiamo - afferma Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori e purtroppo le regioni hanno contribuito alla falsa partenza dei saldi. Il 7 maggio, con troppo anticipo, prima ancora di sapere la data di riapertura dei negozi, avvenuta il 18 maggio, la Conferenza delle regioni ha deciso di posticipare i saldi dal 4 luglio al 1 agosto, quando le famiglie sono in teoria già in ferie, poi hanno consentito le vendite promozionali nei 30 giorni che precedevano i saldi, di fatto derogando alla decisione precedente, infine, all'ultimo istante, alcune regioni importanti come la Lombardia, li hanno anticipati al 25 luglio, dando solo 3 giorni di preavviso ai consumatori e rompendo il fronte comune" .

"Una politica a dir poco schizofrenica che ha avuto, come unico effetto, quello di far mancare l'importante apporto pubblicitario dei mass media per il lancio dei saldi, che sarebbe invece avvenuto con una partenza uguale in tutta Italia" prosegue Dona.

"Ai problemi legati alla crisi economica, ricordiamo che secondo Bankitalia il 50% della famiglie ha avuto una riduzione nel reddito, una flessione che avrà sicuramente effetti sulle spese non obbligate come quelle di abbigliamento e calzature, si aggiungono alcune paure dei consumatori in merito alla sicurezza degli acquisti in epoca Covid. Per questo, per rassicurarli, abbiamo deciso di fare un vademecum ad hoc con le giuste precauzioni da adottare" conclude Dona

Di seguito i consigli dell'Unione Nazionale Consumatori per fare acquisti in sicurezza:

1)      Ingresso. Non entrate nei negozi che non hanno il detergente per la disinfezione delle mani all'ingresso del negozio o nei quali il commerciante non indossa la mascherina, che, è bene ricordare, va indossata nei luoghi al chiuso accessibili al pubblico e comunque in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza. Controllate anche se ci sono guanti "Usa e getta" a disposizione dei clienti.

2)      Occhiata all'interno. Date un'occhiata all'interno prima di entrare. Gli accessi dovrebbero essere regolamentati e scaglionati. Per locali fino a quaranta metri quadrati può accedere una persona alla volta, oltre a un massimo di due operatori. Se, quindi, vedete assembramenti, state alla larga, come minimo fino a che non viene meno la ressa (che è comunque un indice del fatto che in quel negozio non si stanno rispettando le buone prassi, quindi, se entrate, prestate più cautela). In ogni caso devono esserci le informazioni per garantire il distanziamento dei clienti in attesa di entrata.

3)      Portate la mascherina.

4)      Disinfettate le mani sia in entrata che in uscita.

5)      Utilizzate i guanti monouso messi a disposizione dei clienti. L'ISS, infatti, suggerisce ai commercianti che sarebbe meglio se il cliente entrasse nel negozio senza guanti, utilizzando invece quelli monouso forniti dall'esercente, per essere sicuri che siano puliti.

6)      Prova dei capi: verifica preventiva. Il commerciante dovrebbe impedire il contatto con la merce esposta da parte del cliente senza guanti. Se non fa rispettare questa regola, meglio non provare gli abiti e stare alla larga. I dispenser con gel idroalcolici dovrebbero stare anche all’ingresso delle cabine di prova. L'Iss suggerisce al commerciante, come possibile ulteriore precauzione, di non mettere a disposizione del cliente i capi provati nella stessa giornata, lasciandoli in ambiente ventilato e comunque non umido. Se, quindi, vedete che un capo appena indossato da un altro cliente viene subito esposto, meglio storcere il naso.

7)      Prova dei capi. E' possibile che non vi diano la possibilità di provare il capo. Non c’è mai stato l’obbligo di far provare gli abiti. E’ sempre stato rimesso alla discrezionalità del negoziante. In passato consigliavamo di diffidare di questi commercianti, ma non questa volta (può essere indice di serietà). In ogni caso, l'Iss di sanità suggerisce ai commercianti di vietare la prova degli abiti che possano entrare in contatto con il viso (ad esempio maglioni o altri capi che vengono infilati dalla testa) rappresentando questa pratica un valido strumento per limitare la probabilità di eventuale contaminazione degli indumenti. Bene saperlo!

8)      Carta di credito. Meglio pagare con carta di credito e non con contanti, così da non avere resto. Sul sito del ministero della Salute, infatti, suggeriscono di lavarsi le mani dopo aver utilizzato soldi.