"Costa Pulita", il colonnello dei carabinieri: "Così gli Accorinti influenzavano Briatico"
Vittorio Carrara, teste del pubblico ministero della Direzione distrettuale antimafia, racconta in aula le ingerenze del clan sull'attività amministrativa
Ancora un tour de force per il colonnello dei carabinieri Vittorio Carrara, teste del pubblico ministero distrettuale antimafia Annamaria Frustaci nel processo “Costa Pulita”, che tenta di far luce sulle ingerenze del clan Accorinti sull'attività amministrativa a Briatico. Per oltre due ore, inannzi il Tribunale Collegiale presieduto da Lucia Monica Monaco, il colonnello Carrara ha risposto al fuoco di fila delle domande del pubblico ministero e delle difese degli imputati, raccontando delle “anomalie” riscontrate all'esito dell'attività investigativa e della correlata ispezione da parte dei commissari prefettizi a seguito dell'accesso antimafia presso il Comune di Briatico.
Il ricorso alle procedure di “somma urgenza”. Il teste, che ha svolto anche la funzione di componente della commissione di accesso agli atti che ha poi condotto allo scioglimento per infiltrazioni mafiose del Comune di Briatico, si è concentrato sulle procedure di affidamento dei lavori pubblici mediante la modalità della “somma urgenza”. Una prima procedura, con le modalità della “somma urgenza”, riguarda l'affidamento ad una ditta dei lavori di manutenzione delle scuole primarie di Briatico, eseguiti proprio a ridosso dell'inizio dell'anno scolastico e senza previo interpello della Prefettura di Vibo Valentia circa l'esistenza di eventuali provvedimenti interdittivi a carico della ditta incaricata dei lavori. Il caso ha voluto che proprio quella ditta fosse stata destinataria di provvedimento interdittivo a contrarre con la Pubblica Amministrazione emesso parte della Prefettura di Vibo, ma la comunicazione giunse a lavori oramai conclusi. Il colonnello ha citato altri affidamenti con la procedura della somma urgenza, nei confronti della ditta “Edil CM di Costanzo Macrì”, ove avrebbe lavorato Filippo Bonavita, fratello di Pino Bonavita, titolare in via esclusiva della manutenzione idrica a Briatico, nonché a favore della ditta di Antonio Vallone, cognato di Filippo Niglia, imprenditore briaticese attivo nel settore del trasporto turistico e ritenuto contiguo ad Antonio Accorinti.
Le vicende dei nubifragi. Il teste Carrara (nella foto) ha poi proseguito raccontando delle vicende dei nubifragi dell'anno 2010 e del 2011, ritenute sintomatiche della capacità di pressione ed infiltrazione della cosca Accorinti sull'attività amministrativa a Briatico. In tali vicende assumerebbe un ruolo fondamentale l'assessore del Comune di Briatico Domenico Marzano, ritenuto assoggettato agli interessi del clan Accorinti, a favore del quale avrebbe disposto, con preferenza su ogni altro, lavori di sistemazione della marina di Briatico dove ha sede il villaggio “Green Garden” ed il lido “Green Beach”, facenti capo agli Accorinti. L'attività investigativa ha consentito di constatare la presenza in loco di un caterpillar della ditta Edil Costanzo. Il teste, compulsato dalle domande del pubblico ministero e dagli interventi dei difensori, ha anche riferito di alcuni contatti telefonici dai quali trasparirebbero toni perentori nei confronti degli amministratori del Comune di Briatico.
Lamentele per mancate assunzioni. Durante le investigazioni è emersa la vicenda di “Sicilia Verde”, il cui responsabile tecnico, tale Sucameli, avrebbe chiamato nel gennaio 2011 Nino Accorinti per lamentare della mancata assunzione di una persona, ricevendo l'interessamento dell'Accorinti per la vicenda.
Il progetto del porto di Briatico. Il teste Carrara racconta della posizione di Vincenzo Savino, assessore al Turismo e all'Ambiente nell'Amministrazione Prestia (aprile 2010) e dimissionario poco tempo dopo (12.08.2011). Il 6 settembre 2011 ignoti hanno incendiato l'imbarcazione del Savino, successivamente sentito dagli investigatori, i quali hanno reputato che alla base del gesto vi fossero interessi discordanti circa la realizzazione di un porto alla marina di Briatico, dove gli Accorinti avevano i loro interessi e le loro imbarcazioni destinate ai viaggi turistici verso le isole Eolie. Proprio l'assessore Savino avrebbe predisposto un progetto discusso in una riunione aperta al pubblico ed ai pescatori del Consiglio Comunale di Briatico dell'undici marzo 2011, ove avrebbe presenziato anche Vincenzo Francesco Accorinti. Poco prima, presso l'Hotel Marzano, riconducibile alla famiglia dell'assessore Domenico Marzano, si sarebbe tenuta una riunione ristretta con Vincenzo Francesco Accorinti e Sergio Bagnato, consigliere comunale dell'amministrazione targata Prestia. Nel corso della riunione ristretta si sarebbe discusso del porto di Briatico.
I tributi comunali. Il colonnello Carrara riferisce di circostanze investigative svolte da altre forze di polizia, anch'esse ritenute sintomatiche dell'influenza della cosca Accorinti. Precisamente, si esamina il ruolo della Cerim srl, azienda che si occupava della gestione dei tributi locali, e precisamente dell'imposta comunale sugli immobili, principale gettito dei comuni. A quanto risulta, la “San Giorgio srl”, titolare del villaggio Green Garden, non avrebbe ottemperato al pagamento dei tributi dovuti. A specifica domanda del pubblico ministero, il teste Carrara ha riferito che presso il Tribunale civile di Vibo Valentia, sezione esecuzioni, risultano iscritti ben 134 procedimenti di pignoramento, ma nessuno di questi concerne la società “San Giorgio”. Ma l'esame del teste colonnello Carrara non finisce qui: dopo tre ore di dibattimento, il processo è stato aggiornato all'undici dicembre prossimo per il controesame del teste Carrara da parte delle difese.
