Il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha accolto il ricorso presentato dagli avvocati Giuseppe Di Renzo e Giovanni Vecchio, i difensori di Marco Startari, 35 anni, originario di Vibo Valentia, disponendo la sostituzione della misura cautelare in carcere con quella degli arresti domiciliari. La decisione è arrivata nella giornata del 15 aprile, all’esito della camera di consiglio. Startari era stato arrestato nel dicembre 2019 con l'accusa di partecipazione ad associazione mafiosa, poi riqualificata in concorso esterno in associazione di tipo mafioso dal Tribunale di Vibo Valentia che, nel novembre 2023, lo aveva condannato a dieci anni di reclusione. L’imputato era stato assolto dall’accusa di tentata estorsione aggravata.

Nel motivare l’accoglimento del ricorso, il Collegio giudicante – presieduto dalla dott.ssa Chiara Ierardo – ha evidenziato che le esigenze cautelari risultano oggi attenuate rispetto al momento dell’arresto. In particolare, ha pesato l’annullamento, da parte della Cassazione, dell’ordinanza cautelare disposta in un procedimento parallelo (denominato “Maestrale-Carthago”) per carenza di gravi indizi di colpevolezza in relazione a un episodio estorsivo. Il venir meno di tale elemento ha spostato l’equilibrio a favore dell'imputato, anche in considerazione del percorso personale avviato durante la detenzione.

Il Tribunale ha riconosciuto l’assenza di ulteriori procedimenti penali recenti a carico di Startari, le sue precarie condizioni di salute e le dichiarazioni rese in udienza in cui ha espresso la volontà di rivedere criticamente le proprie condotte e rafforzare il legame familiare con la figlia minore.

Sarà ora sottoposto alla misura degli arresti domiciliari, con divieto assoluto di contatti con persone diverse dai conviventi e da chi lo assiste nel processo. È stata inoltre ordinata la sua immediata scarcerazione, salvo altri titoli restrittivi pendenti.

La sentenza rappresenta un punto di svolta in una vicenda giudiziaria complessa, che ha coinvolto Startari in più procedimenti per reati di mafia nel territorio vibonese.