Si riaccende la speranza nel Vibonese: nuove tracce per i dispersi della "Lupara Bianca" (NOMI)
Dopo diciannove anni di silenzio, le unità cinofile passano al setaccio l’area di Briatico. Il padre: «Voglio solo una tomba su cui piangere mio figlio»

Un raggio di luce torna a squarciare l’ombra fitta che da decenni avvolge il territorio tra Filadelfia e Francavilla. Le recenti operazioni dei Carabinieri, supportate da unità cinofile specializzate nella ricerca di resti umani, hanno riacceso la speranza in un’intera comunità segnata dal tragico fenomeno della "lupara bianca".
Al centro degli accertamenti degli ultimi giorni ci sarebbe la possibile individuazione dei resti di Valentino Galati, il giovane ex seminarista scomparso nel nulla il 26 dicembre 2007, o di Massimo Stanganello, un’altra ferita aperta di una lunga lista di assenze che comprende nomi come Santo Panzarella, Francesco Aloi e Domenico Serraino.
«Questa notizia mi dà la forza per andare avanti», ha dichiarato con voce ferma ma carica di commozione Vincenzo Galati, padre di Valentino. Per l’uomo, il ritrovamento dei resti del figlio non rappresenterebbe solo la chiusura di un cerchio investigativo, ma un atto di umanità necessaria: «È un’amara consolazione, ma per chi crede è tutto. Spero che questo calvario finisca e che mio figlio possa finalmente avere una degna sepoltura».
La storia di Valentino è quella di una vocazione interrotta e di un destino crudele. Dopo aver lasciato il seminario di Catanzaro, il giovane aveva iniziato a frequentare ambienti che, secondo le ricostruzioni degli inquirenti, avrebbero decretato la sua fine. L’ipotesi investigativa più accreditata lega la sua scomparsa a una relazione sentimentale "proibita" con la moglie di un esponente di spicco della criminalità locale: un’offesa che, nel codice arcaico e spietato delle cosche, andava lavata con il sangue.
La tragedia dei Galati non si ferma a Valentino. Vincenzo ha ricordato con dolore anche l'altro figlio, Cristian, barbaramente ucciso e dato alle fiamme a soli 25 anni, tre anni dopo la scomparsa del fratello. In quel caso, la giustizia ha fatto il suo corso con la condanna dei responsabili, ma per Valentino il silenzio dura ormai da diciannove anni. Oggi, quei boschi vicini a Briatico potrebbero finalmente restituire la verità.
