Nel mirino dei sicari è finito Giovanni Nesci, sfuggito un paio di mesi fa ad un’altra imboscata. Colpito anche il fratello più piccolo. Per entrambi prognosi di 20 giorni

di MIMMO FAMULARO

Scorre ancora sangue nel Vibonese e ancora sono i vicoli stretti ed impervi di Sorianello a fare da teatro ad un nuovo agguato. Il bilancio è di due feriti, due fratelli, di cui uno, di appena tredici anni, è affetto dalla sindrome di down. E’ stato colpito per sbaglio perché il vero bersaglio dei killer era il fratello più grande, Giovanni Nesci, 27 anni, già noto alle forze dell’ordine, già sfuggito ad agguato nel mese di aprile mentre viaggiava con la propria auto sulle sempre più pericolose strade delle preserre Vibonesi. All’epoca era stato ferito di striscio con un colpo d’arma da fuoco al cuoio capelluto. Stavolta chi ha sparato (forse due persone) è riuscito ad attingerlo alla spalla e all’emitorace destro mentre stava rincasando assieme al fratellino, classe 2004. Quest’ultimo è stato colpito di striscio al gomito destro e all’addome. Entrambi sono stati trasportati in ospedale a Vibo Valentia e operati nel corso della notte. Giovanni Nesci ha riportato ferite multiple e si trova ora ricoverato nel reparto di Chirurgia mentre al fratello più piccolo è stato asportato un proiettile dal gomito.Giudicati fuori pericolo, la prognosi è di venti giorni.

L’agguato si è verificato nelle viuzze di Sorianello intorno alle 22.30. A sparare potrebbero essere state due persone e su quanto accaduto indaga il personale della Squadra mobile di Vibo sotto il coordinamento del vice dirigente Cristian Maffongelli. Almeno quattro i colpi d’arma da fuoco sparati. Nella stessa zona, pieno centro storico di Sorianello nello scorso mese di giugno fu ucciso Salvatore Inzillo. Nelle preserre vibonesi la tensione resta altissima e anche il duplice ferimento dei fratelli Nesci sarebbe da inquadrare nella sanguinosa guerra di mafia che da anni vede contrapposti i clan Emanuele e Loielo.