Cosa fare in estate a Vibo? Cosa fare per uscire dalla monotonia? Fare una bella passeggiata nel centro storico caratterizzato da isole pedonali, eventi a tema, serate caratterizzate dalla presenza di proposte culturali che mettano magari al centro, sopratutto in questo momento, le eccellenze vibonesi sia nelle persone che nelle idee da partorire? Niente di tutto ciò. Una città silente, una città che, in mancanza di risorse e di progettualità, non riesce a far scattare la fantasia, la capacità di fare rete e sintesi in un'estate già di per sè contrassegnata dall'epidemia di coronavirus. E mentre nel resto della Calabria, le altre città si organizzano con i centri storici caratterizzati da una serie di iniziative, a Vibo tutto tace, tranne qualche rara eccezione.

Nessuna idea, nessun programma, niente di niente. Se si esclude il ritorno dei concerti del giovedì (su impulso del Conservatorio Torrefranca) e dell'iniziativa denominata "I GIOVEDI' D'ARTE", per il resto il centro storico di Vibo è pressochè inutilizzato per iniziative di qualsiasi genere e mentre a Catanzaro, ad esempio, parte oggi una nuova settimana di eventi tra lettura, cinema, musica, teatro, a Vibo il centro storico muore e se non fosse per i locali della "movida" presente sarebbe completamente deserto. Al momento, a metà luglio, non c'è traccia di un programma o di una minima iniziativa messa in campo dall'amministrazione comunale sia per rivitalizzare il centro città che le frazioni, su tutte Vibo Marina.

L'estate è entrata nel suo periodo clou ed il rischio che a breve la città rimanga deserta, con i giovani e meno giovani in fuga verso le località di mare, si fa sempre più alto. Un "refrain" consolidato, ma al quale nessuno intende porre seriamente un freno affrontando il problema in maniera sinergica per far rivivere un centro storico dalle mille potenzialità.