Circa settecento persone in corteo per dire no alla soppressione dell'Ufficio territoriale del Governo. Un documento congiunto firmato dai sindaci del Vibonese e consegnato al Prefetto Giovanni Bruno (FOTO E VIDEO)

In piazza contro il taglio della Prefettura. Il Vibonese si mobilita contro la soppressione dell'Ufficio territoriale di Governo. Da un estremo all'altro percorrono le vie della città capoluogo amministratori (29 su 50 i sindaci presenti) parlamentari ( Bruno Censore ma non Dalila Nesci), consiglieri regionali ( Michelangelo Mirabello, Vincenzo Pasqua, Giuseppe Mangialavori non Nazzareno Salerno),  rappresentanti sindacali e industriali. Pochi gli studenti. Si contano in tutto non più di settecento persone.

Il percorso. Partito da piazza 24 Maggio, davanti al vecchio tribunale, il corteo  si è diretto verso piazza Martiri d'Ungheria.  Decine le bandiere delle principali sigle sindacali: Cgil, Cisl, Uil  e non solo. In testa uno striscione: "Meno Prefettura, meno legalità e sicurezza". A sorreggerlo i dipendenti dell'Utg di Vibo. "Non vogliamo consegnarci alla mafia" scrivono invece i rappresentati della Cisal. Una protesta composta ma determinata confluita dinanzi al palazzo "Municipale".  Sul palchetto allestito in piazza Martiri d'Ungheria sono saliti insieme a Diego Brancia,  sindacalisti, amministratori e politici.

Gli interventi.  Il primo a prendere la parole  è stato il segretario provinciale della Cigl Luigi De Nardo che ha chiesto con forza la cancellazione di un decreto " che finirebbe di ammazzare un territorio già spogliato sul piano economico e sociale". Parole cariche di rabbia quelle del segretario provinciale che ha minacciato azioni di disobbedienza:" Occuperemo i punti strategici".  Non si è tirato indietro neppure Elio Costa che dal palco di piazza Municipio ha annunciato: "Presenteremo le dimissioni da sindaco in tutti i comuni del Vibonese nei quali amministriamo. Un territorio sul quale sono presenti 18 associazioni mafiose tra cui la cosca di Limbadi, non può rimanere senza Prefettura".  Pesantissima Jole Santelli: Bruno Censore che, accompagnato da qualche fischio, ha provato a giustificare l'azione del Governo. " Su questo territorio  - ha asserito - si registrano segni di ripresa. Ma serve un'azione sinergica tra tutti i deputati della Calabria per vincere insieme questa battaglia". Politico l'intervento di Jole Santelli: "Lo stato arretra pericolosamente per colpa di chi non solo non da nulla ma prova a toglierci quello che abbiamo". A fargli eco il vicecoordinatore di FI Antonio Caridi:" Difendiamo il territorio da un governo assente. Il Sud è stato letteralmente tagliato fuori dalla legge di stabilità".

Verso la prefettura. A quel punto la carovana ha lasciato il centro cittadino per dirigersi alla volta della prefettura. Nella sede dell'ufficio di governo, Elio Costa ha letto un documento congiunto in cui si esprime tutto il dissenso nei confronti del decreto firmato dal Ministro Madia. I primi cittadini hanno interessato il prefetto di Vibo affinché trasmetta i motivi di questa protesta al Ministro dell'Interno Alfano e al presidente del Consiglio Matteo Renzi. Nel frattempo i Consigli comunali procederanno con un deliberato. Le dimissioni annunciate per il momento non sono arrivate per una ragione di opportunità. Ora, dopo la sfilata si  attendono gli atti concreti. La lotta contro il tempo per evitare la chiusura dell'Utg è appena iniziata. (db)

https://youtu.be/eZZ_imb9g_0

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