Una fotografia impietosa dello stato della sanità vibonese è stata presentata ieri ai commissari dell'ASP di Vibo Valentia dalla delegazione sindacale composta dal Segretario Generale Fp Cgil Area Vasta Franco Grillo e dal Segretario Generale Cgil Area Vasta Enzo Scalese, supportati da Francesco Contartese e Nadia Fortuna. L'incontro ha messo in luce "criticità e anomalie che necessitano di un intervento urgente e risolutivo".

Il sindacato ha ribadito la propria disponibilità a sostenere il processo di messa in sicurezza dell'Asp, con particolare attenzione agli aspetti legati alla legalità, richiamando la necessità di adeguare alcuni atti aziendali a normative e linee guida regionali. Tra le urgenze sollevate, spiccano i ritardi nei lavori del Pronto Soccorso, che ostacolano un servizio tempestivo e adeguato, per i quali è stata chiesta un'immediata accelerazione. Fondamentale, secondo la CGIL, anche la rimodulazione dei posti letto: in Ortopedia è stato richiesto il ripristino dei 14 posti letto pre-pandemia, rispetto agli attuali 8.

La situazione è ancora più preoccupante se si guarda al quadro generale: la provincia di Vibo Valentia dispone attualmente di soli 1,47 posti letto per 1.000 abitanti, un dato nettamente inferiore ai 3,53 di Catanzaro e 2,6 di Crotone. Un divario analogo si registra per i posti letto per post-acuti, con Vibo a soli 0,36 letti per 1.000 abitanti contro la media regionale di 0,6 e l'1,32 di Crotone. Non va meglio per le strutture complesse: Vibo conta solo 17 unità operative, a fronte delle 19 di Crotone, 78 di Reggio Calabria, 101 di Catanzaro e 87 di Cosenza, evidenziando una chiara necessità di ristrutturazione e ottimizzazione.

Il sindacato ha anche puntato il dito sulla necessità di recuperare crediti per oltre 15 milioni di euro, derivanti dal riparto del fondo sanitario e dalle problematiche legate alla distribuzione del fondo perequativo, somme che "hanno ulteriormente penalizzato le già limitate risorse economiche dell'ASP di Vibo". Queste problematiche, è stato sottolineato, influiscono significativamente sul calcolo del fabbisogno di personale, ostacolando la corretta erogazione dei servizi sanitari ai cittadini.

I commissari, dal canto loro, hanno assicurato che tutte queste questioni sono state già evidenziate ai tavoli regionali, manifestando il loro impegno a trovare soluzioni, pur riconoscendo che molte richiederanno un intervento a livello regionale. È emersa, inoltre, l'incertezza riguardo ai criteri utilizzati per il calcolo del fabbisogno di personale, su cui la CGIL ha richiesto un incontro urgente con la Regione.

Il dialogo si è concluso con l'accordo di proseguire i confronti nelle settimane a venire, in particolare per la redazione del nuovo atto aziendale, fase che rappresenta un'opportunità preziosa per affrontare in modo efficace le problematiche esistenti e migliorare la situazione sanitaria della provincia di Vibo Valentia.