Negli ultimi anni l'ombra della mafia ha aleggiato più volte su tre dei dodici comuni del Vibonese chiamati al voto alle prossime elezioni amministrative del 20 e 21 settembre.

Briatico, Limbadi e San Gregorio d'Ippona sono accomunati dal fatto di presentarsi all'appuntamento con la competizione elettorale dopo la gestione commissariale che ha caratterizzato la vita amministrativa dei tre enti negli ultimi anni.

Briatico è stato sciolto per infiltrazioni mafiose, e per la terza volta, due anni fa. Dopo l'era Niglia e dopo l'arrivo dei commissari, a distanza di sei anni i cittadini briaticesi potranno tornare a cimentarsi con le urne. Lo faranno trovando nell'urna due nomi candidati a sindaco molto conosciuti all'interno della politica locale vibonese, Costantino Massara e Lidio Vallone.

Anche il Comune di Limbadi è stato sciolto nel 2018 e ora dopo due anni di commissariamento i cittadini limbadesi si riaccingono a tornare al voto. Nell'ultimo decennio Limbadi è stato protagonista di due commissariamenti: nel 2010 quando sindaco in carica c'era Rosario Spasari, nel 2014 quando sindaco era Francesco Antonio Crudo e nel 2018 quando sindaco in carica c'era Pino Morello. Ora in campo si sono due liste: ci riprova Rosalba Sesto che il 31 maggio 2015 perse le elezioni per poco più di 60 voti. A contendergli la poltrona di sindaco c'è Pantaleone Mercuri al suo esordio in politica.

Altro comune reduce dall'era commissariale, e' San Gregorio d'Ippona, territorio in cui sono ben tre le liste pronte ai nastri di partenza della competizione elettorale. In pole Gregorio Carnovale, Pasquale Farfaglia ed Alessandro Lacquaniti.

Farfaglia è stato già eletto due volte sindaco in passato nel 2002 e nel 2005, ma in entrambe le occasioni l'esperienza amministrativa è stata interrotta dallo scioglimento e dall'arrivo dei commissari. L'ultimo scioglimento è arrivato nel 2018 allorquando sindaco c'era Michele Pannia.

Insomma, tutti e tre i comuni accomunati da tre scioglimenti avvenuti nell'ultimo ventennio e che ora provano a ritornare a misurarsi con il consenso elettorale.