Ripristinata l'ordinanza di custodia cautelare. E' stata notificata dai carabinieri del Nucleo investigativo di Catanzaro

È stata notificata dai carabinieri del nucleo investigativo di Catanzaro l’ordinanza di ripristino della custodia cautelare in carcere a Antonio Pantaleone Gullà, il presunto killer dell’omicidio Rombolà, barbaramente ucciso tra i bagnanti sulla spiaggia di Soverato nel mese di agosto di sei mesi fa. L’iniziale misura cautelare era stata emessa dal gip di Catanzaro lo scorso mese di luglio e notificata dai carabinieri del nucleo investigativo a Gullà ed altri tre soggetti.

Antonio P. Gullà

Successivamente, il Tribunale del Riesame aveva annullato nel mese di agosto l’ordinanza. Avverso l’annullamento, la Procura ha proposto ricorso in Cassazione. Ricorso accolto dalla Suprema corte che, a sua volta, ha cassato la precedente ordinanza di annullamento del Tribunale del Riesame ed ha ordinato conseguentemente il ripristino della custodia cautelare in carcere. Rombolà al momento dell’agguato si trovava in spiaggia con moglie e figli. Un sicario, indossando un casco da motociclista, gli sparò a bruciapelo quattro colpi di pistola calibro 7.65. L’agguato avvenne in un tratto dispiaggia libera e dove si trovavano decine di bagnanti. L’omicida si era poi allontanato a bordo di una moto di grossa cilindrata condotta da un complice, che venne ritrovata incendiata ad alcune centinaia di metri di distanza dal luogo del delitto, nei pressi dell’area dell’ex campeggio “Le Giare”. Secondo gli inquirenti e la Dda di Catanzaro, Rombolà, che faceva il buttafuori nei locali, era ritenuto vicino alla cosca Gallace di Guardavalle contrapposta al clan Sia di Soverato alleato ai Procopio di Davoli, ai Lentini di San Sostene ed ai Tripodi di Soverato Superiore a loro volta imparentati con i Vallelunga di Serra San Bruno.

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