Tropea, Pietropaolo attacca Rodolico: «Candidatura inopportuna dopo censure di Consiglio di Stato e Prefettura»
Il candidato consigliere richiama lo scioglimento per mafia del 2016 e le recenti dichiarazioni dell'ex prefetto Tomao sulla gestione del reparto di Urologia: «I cittadini valutino i precedenti del passato»
Il clima elettorale nella "Perla del Tirreno" si scalda e il dibattito si sposta sui precedenti amministrativi e professionali dei protagonisti della sfida per la fascia tricolore. A scagliare un duro affondo è Massimo Cono Pietropaolo, candidato alla carica di consigliere comunale nella lista "Rigeneriamo Tropea" a sostegno di Antonio Piserà sindaco. Al centro della polemica finisce il dottor Giuseppe Rodolico, già primo cittadino e oggi nuovamente in corsa per la guida del Comune.
Pietropaolo apre il suo intervento ricordando un passaggio «doloroso per la storia istituzionale della città: Il Consiglio di Stato ha sancito nel 2018 che l'amministrazione comunale guidata dall'allora sindaco Rodolico è stata soggetta a condizionamenti mafiosi nella formazione degli atti di gestione della cosa pubblica». Un richiamo ai motivi che portarono allo scioglimento dell'ente nel 2016, confermato poi nelle sedi giurisdizionali, che secondo l'esponente di "Rigeneriamo Tropea" rappresenta un'ipoteca politica sulla credibilità del candidato.
Ma le critiche di Pietropaolo non si fermano al Comune, investendo anche l'attività professionale del dottor Rodolico come primario di Urologia presso l'Azienda Ospedaliera vibonese. «Apprendiamo ora dall'ex Prefetto Tomao – prosegue la nota – che il reparto di cui per anni è stato primario il dottor Rodolico era "fuori da ogni norma"». Il riferimento è alle criticità emerse nella gestione dei presidi ospedalieri di Vibo Valentia e Tropea, che secondo Pietropaolo delineerebbero un quadro gestionale deficitario.
Davanti a questo scenario, Pietropaolo pone una serie di interrogativi diretti sia al candidato che alla cittadinanza: «È legittimo chiedere al dottor Rodolico se ritiene di avere le carte in regola per ripresentarsi come sindaco? Ed è legittimo chiedere agli elettori tropeani di tenere conto di queste censure riguardanti la gestione del Comune e del reparto di Urologia?».
Il candidato di "Rigeneriamo Tropea" conclude con un appello al rinnovamento «morale della classe dirigente: È legittimo augurarsi che a gestire la cosa pubblica e a tutelare i beni comuni vadano persone che, quantomeno, non abbiano già dato prova di sé causando tali giudizi negativi sul proprio operato». Parole che promettono di segnare profondamente il prosieguo di una campagna elettorale già tesa.
