Il legale di uno dei medici indagati nell'ambito dell'inchiesta aperta dalla Procura interviene e precisa: “Nessuna anomalia dal tracciato”

Dopo l'intervento del primario Antonio Imbarlina, parla uno dei medici indagati nell'ambito dell'inchiesta aperta dalla Procura di Vibo per individuare le eventuali responsabilità e risalire alle cause della morte del bimbo dei coniugi Di Masi-Marturano.

"Nessuna anomalia". A raccontare la propria versione dei fatti è il ginecologo Rocco Fiaschè che interviene attraverso il legale Raimondo Paparatti. “La ricostruzione – scrive l'avvocato in una lettera indirizzata agli organi stampa - effettuata dai querelanti non corrisponde a verità allorché viene riferito che all’atto della visita effettuata dal mio assistito all’alba del 26 dicembre del 2015, la signora Marturano non sia stata ricoverata benché presentasse segni di sofferenza fetale. Tale ricostruzione è palesemente falsa perché la visita ed il successivo tracciato cui è stata sottoposta la signora Marturano non hanno evidenziato alcuna anomalia e/o segni di sofferenza fetale, ma solo modeste contrazioni uterine del tutto normali vista l’epoca della gestazione. Pertanto, in assenza di indicazioni cliniche che rendessero necessario il suo immediato ricovero, la signora veniva invitata a ritornare a casa con la raccomandazione di un successivo monitoraggio e controllo ospedaliero laddove le contrazioni uterine dovessero risultare più intense, regolari e ravvicinate nel tempo”.

Parola ai periti. Questo è quanto accaduto giorno di Santo Stefano secondo quanto sostenuto dalla difesa di Fiaschè. “Le evoluzioni successive e purtroppo infauste della gravidanza – aggiunge l'avvocato Paparatti - saranno oggetto di valutazione dei periti nominati dalla Procura di cui si attenderà fiduciosi la relazione finale”.