Barriere architettoniche a Vibo, 15 consiglieri "interrogano" l'amministrazione
Torna d'attualità il tema delle barriere architettoniche che, a Vibo, finisce ripetutamente nell’agenda amministrativa, senza che poi si riesca a venirne a capo in qualche modo. Di tanto in tanto, la politica, in questo caso Marco Miceli (Vibo democratica) seguito da altri 14 eletti, alza la voce nel tentativo di arrivare ad una soluzione, ma di scelte chiare e definitive non se ne assumono.
E’ accaduto già nello scorso mese di luglio, quando è stato approvato dal Consiglio all’unanimità un atto deliberativo con cui si obbligavano il sindaco e la giunta a “predisporre senza ulteriori indugi gli appositi e specifici piani (P.E.B.A. e P.A.U.), per l'eliminazione delle barriere architettoniche”. Operazione da compiere necessariamente, redigendo “un piano operativo per la messa a norma delle barriere esistenti, rilevate attraverso una mappatura delle stesse a livello di edifici pubblici e mobilità pedonale e l'istituzione di una banca dati”. Il piano, nel suo insieme, dovrebbe prevedere una stima dei costi per ciascun intervento, l’individuazione delle emergenze e delle priorità. Addirittura, quella delibera richiamava la costituzione di “un tavolo tecnico permanente per la costruzione, programmazione e monitoraggio degli interventi da realizzare nel tempo, che veda anche la partecipazione della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici, per definire procedure realistiche per l’abbattimento delle barriere nel rispetto dei vincoli architettonici, laddove previsti”. Al momento, però tutto tace. E tantissimi spazi urbani , tra i quali, “i marciapedi di Viale Kennedy, via Dante Alighieri e via Della Pace -tuonano Miceli e soci - non sono fruibili; in via Santa Ruba, nel tratto di strada che collega il Liceo Capialbi ed il terminal bus, il marciapiedi è assente”. E questi sono solo alcuni degli esempi “di un centro urbano disseminato di barriere e ostacoli, che –si legge nell’interrogazione - non consentono la fruibilità ai diversamente abili e costituiscono un grave pericolo per l'incolumità di qualsiasi pedone”. Da qui la richiesta al sindaco, in una apposita interrogazione, di valutare lo stato dell’arte della redazione di specifici piani, di motivare il ritardo nell’adempiere alla delibera dello scorso mese di luglio evidenziando le ragioni per cui “i fondi che potevano essere destinati all'abbattimento delle barriere architettoniche sono stati destinati ad altri scopi”.
