Sessantanove gli atti intimidatori nel Catanzarese dall'inizio dell'anno al 31 marzo.  E' il bilancio tracciato nel giorno della festa della Polizia di Stato

Tredici le operazioni di maggiore rilievo condotte dalla Polizia di Stato (Squadra mobile, commissariato di Lamezia Terme e Anticrimine) tra il primo aprile del 2016 ed il 31 marzo scorso nella sola provincia di Catanzaro. Un dato emerso stamani nel corso della celebrazione a Lamezia Terme della Festa della Polizia, cui ha presenziato, insieme al questore Amalia Di Ruocco, il prefetto di Catanzaro, Luisa Latella. Il questore Di Ruocco, nel suo discorso, ha sottolineato che "è sconcertante vedere come si pretende di farsi giustizia da soli e come si crede di poter imporre la propria volontà con la forza, come si possa pensare di risolvere i rapporti interpersonali con la violenza e le minacce.

Intimidazioni in aumento. Dall'inizio dell'anno al 31 marzo scorso sono stati 69 gli atti intimidatori nel territorio della provincia. Ogni giorno, in pratica, il mattinale ne registra almeno uno. E la cosa che più spaventa dal nostro osservatorio è che in questo clima si stanno educando i giovani, i nostri figli, visto che registriamo, anche se formalmente non denunciati, atti di bullismo non solo tra i coetanei ma anche violenze e minacce da parte di giovani nei confronti dei loro docenti per farsi, ad esempio, aggiustare il voto. D'altra parte che cosa ci si poteva espettare? É questa l'aria che respirano.

Gli interessi della mafia. La 'ndrangheta - ha detto ancora il questore – è forte e si interfaccia con il potere legale sedendosi al tavolo nelle 'stanze dei bottoni' e riesce a realizzare profitti elevatissimi. Ma anche qui noi ci siamo. La Polizia di Stato, in particolare la Squadra mobile della Questura, Squadra mobile distrettuale, al fianco e sotto la magistrale direzione della Dda, che ringrazio, in quest'ultimo anno, con le indagini condotte ha potuto confermare gli interessi delle cosche del Catanzarese, e dell'area Soveratese con i contesti criminali del Vibonese, Cosentino e con le famiglie di 'ndrangheta crotonesi. Univocità di programmi criminali nel traffico degli stupefacenti, nelle pressioni estorsive in diversi settori fino all'insinuazione nella amministrazioni locali attraverso il condizionamento del voto per ingerirsi nella gestione della cosa pubblica".