Nessun ripensamento. Il sindaco di Pizzo Gianluca Callipo procede dritto per la sua strada. Non importano le critiche che gli sono piovute addosso. Alle prossime regionali lui sosterrà, qualora ci dovesse essere perché il centrodestra non ha ancora deciso, la candidatura alla presidenza della Regione del primo cittadino di Cosenza Mario Occhiuto, in quota Forza Italia. Le motivazioni? "La prima - ha dichiarato oggi su il "Quotidiano del Sud" - riguarda una presa d’atto dell’incapacità del governo regionale guidato da Mario Oliverio di soddisfare le aspettative dei calabresi". La seconda: "Ho pensato che Mario Oliverio ha perfettamente ragione quando dice per ricandidarsi che è il momento del civismo. Quindi anch’io seguo un ragionamento che guarda più che ai partiti alle persone e riconosco a Mario Occhiuto una grande capacità amministrativa".

La condanna di Viscomi. Durissimo il commento del deputato dem, napitino di adozione, Antonio Viscomi che ha definito quella di Callipo una mossa sbagliata. Un errore politico e strategico: "Mi pare che sia necessario interrogarsi urgentemente e in modo chiaro sul civismo in salsa calabra. Tutti ne parlano ma è chiaro che ognuno lo interpreta a modo suo. Io rimango dell'idea - ha dichiarato al Quotidiano - che i partiti siano delle comunità e che la politica sia costruire alleanze (nella società, non ai caminetti) e che questo può essere realizzato a partire da identità chiare, non da una somma di individualità ognuno delle quali persegue un proprio interesse. Altrimenti diventa tutto una melassa indigeribile".
Insomma, lo shock nel Pd è stato forte. Callipo è, o per meglio dire a questo punto era, l'uomo di punta della componente renziana in Calabria. Va bene, il diretto interessato smentisce una suo possibile approdo alla corte di Berlusconi ma appare difficile che possa rimanere con un piede in due staffe. Appoggiare il centrodestra alle regionali e rimanere ancorato al Partito democratico.

I possibili rientri. Prima i consiglieri comunali di Vibo Valentia che alle provinciali voltano le spalle al candidato del Pd, Antonino Schinella, per sostenere il portabandiera del centrodestra, tra l'altro ex democratico, Salvatore Solano, ora questa nuova pesantissima tegola con l'abbandono (alla fine malgrado le precisazioni di questo si tratta) di Callipo. Brutti tempi, quindi, per il Partito democratico vibonese, un carro su cui nessuno vuole più stare perché considerato perdente. Ma guai a fargli il funerale quando ancora il moribondo respira. Infatti, lo scossone che ha subito il partito vibonese potrebbe portare ad un sussulto d'orgoglio interno con la costruzione di una nuova classe dirigente. E magari potrebbe rientrare chi negli anni passati si è allontanato, vedi ad esempio Antonio Lo Schiavo. L'ex capogruppo del Pd in seno al consiglio comunale della città capoluogo fu praticamente costretto ad uscire da un partito che forse ora lo rimpiange. Lo Schiavo ha dato prova di coerenza sostenendo alle provinciali il candidato di centrosinistra e restando sempre e comunque all'opposizione dell'amministrazione Costa. Così come in molti negli ambienti politici vibonesi credono che sia iniziata la marcia di riavvicinamento al Pd dell'ex presidente della Provincia Francesco De Nisi, dell'ex consigliere regionale Pietro Giamborino e di Stefano e Michele Soriano. Ma sono processi ancora in via di definizione. (Anonymous)