Respinta la richiesta di arresti domiciliari presentata dagli avvocati di Michele Camillò, arrestato lo scorso 22 gennaio dopo una perquisizione domiciliare dei carabinieri

Il Tribunale del Riesame di Catanzaro (presidente Giuseppe Valea) ha respinto la richiesta degli arresti domiciliari nei confronti di Michele Camillò, il 35enne di Vibo arrestato lo scorso 22 gennaio dai carabinieri. Il giudice ha rigettato la richiesta presentata dagli avvocati Santo Cortese e Francesco Sabatino per cui il giovane vibonese rimane in carcere con l'accusa di detenzione illegale di armi e munizioni.

L'arresto. Nel corso di una perquisizione domiciliare effettuata dai carabinieri di Vibo, nascosta in un'intercapedine ricavata all'interno di un contatore del condominio, erano state trovate tre pistole: una Beretta calibro 9 con matricola abrasa; una Beretta calibro 7,65 con matricola punzonata; un revolver Beretta calibro 4 e 450 proiettili di vario calibro. Le armi erano state occultate in quattro sacchetti di stoffa.

Le motivazioni. Secondo il giudice a carico di Camillò permangono gravi indizi di colpevolezza ed "un concreto e attuale pericolo di reiterazione criminosa agevolmente desumibile dalle specifiche modalità e circostanze del fatto, nonché dalla personalità dell'indagato che, seppur gravato da un solo precedente per guida in stato di ebrezza, evoca certamente proclività a commettere reati mettendosi a disposizione di altri per la custodia di armi clandestine e di un significativo numero di munizioni". Per questo motivo, il giovane, già noto alle forze dell'ordine, che in sede di convalida dell'arresto si è avvalso della facoltà di non rispondere, attenderà in carcere il processo.