Sporting Locri, la Procura archivia: "La criminalità organizzata non c'entra"
Si spengono i riflettori su una vicenda che aveva richiamato l'attenzione dei media nazionali dopo che il presidente della squadra di Calcio a 5 aveva subito minacce
La vicenda, per certi aspetti inquietante, aveva sollevato non poco scalpore. Ma dopo tre mesi di indagine il caso Sporting Locri è stato archiviato dalla Procura jonica. Non esistono a giudizio dei magistrati fatti di rilievo penale per i quali qualcuno debba essere rinviato a giudizio.
Il tutto dopo che società femminile di Calcio a 5 nei mesi scorsi aveva deciso di chiudere i battenti dopo aver ricevuto, attraverso alcuni "pizzini", alcuni messaggi intimidatori rivolti anche alla famiglia dello stesso presidente Ferdinando Armeni. Uno dei biglietti era stato ritrovato dal dirigente sportivo all'interno della propria autovettura, sul passeggino del figlio, con una frase inquietante: "Sai chi siede in questo posto, vero?"
Scattava a quel punto una catena di solidarietà, su Locri si accendevano i riflettori dei media. Il presidente, nel frattempo ribadiva di voler gettare la spugna. La squadra veniva adottata dal sindaco e poi ad un nuovo proprietario. Scendeva in campo anche la Figc. Un clamore enorme per un caso finito per scemare. Indiscrezione confermata dal palazzo del Tribunale di Locri: "Perchè se minacce ci sono state non sono riconducibili alla criminalità organizzata"(Red 3)
