«Pronto Soccorso intasato? L'assistenza territoriale non basta»
«Pronto Soccorso intasati? La soluzione è nell'aumentare i posti letto per acuti in ospedale, in particolare in geriatria. Non basta il potenziamento dell'assistenza territoriale».
E’ quanto emerso al 37° congresso della Società Italiana Geriatria Ospedale e Territorio, durante il quale, a Catanzaro, si è fatto il punto sulle strategie di politica sanitaria per migliorare l'assistenza.
«Il problema dell'appropriatezza clinica di ricorso all'ospedale da parte degli anziani non è in entrata, ma in uscita: i reparti faticano a dimettere pazienti stabilizzati che necessitano ancora di assistenza qualificata, perché il territorio non è ancora attrezzato per accoglierli», ha sottolineato il presidente Sigot Lorenzo Palleschi.
Nonostante il decreto 70/2015 preveda almeno 3.7 per 1000 abitanti, continua imperterrita nel nostro Paese la diminuzione dei posti letti ospedalieri, che nel 2020 a stento raggiungevano il valore di 3.2 per 1.000 abitanti, tra i più bassi in Europa, di cui solo 0,05 ogni 1000 abitanti di Geriatria. Tutto questo mentre continua ad aumentare, in termini assoluti, il numero di anziani.
«In Italia negli ultimi anni si è verificato, per effetto del Covid, un incremento della mortalità degli anziani, segno che quando il sistema sanitario nazionale è sotto stress, gli esiti di salute dei cittadini peggiorano. Ma, per adesso, il numero di anziani continua a salire, al ritmo di circa 150mila ultrasessantacinquenni in più ogni anno. Più anziani significa più anziani malati, che hanno bisogno del sistema sanitario pubblico anche e soprattutto in condizioni di emergenza-urgenza" ha aggiunto il direttore Sigot Filippo Fimognari durante i lavori del 37° congresso nazionale SIGOT che si è tenuto a Catanzaro dal 4 al 6 ottobre 2023.
«È proprio il combinato disposto di anziani in crescita e diminuzione dei posti letto ospedalieri il motivo ovvio del dramma dell'affollamento del Pronto Soccorso. Affollamento che, si badi bene, non è dovuto ai giovani con patologie non gravi, ma allo stazionamento in Pronto Soccorso di un crescente numero di anziani con patologie gravi, già arruolati per il ricovero ospedaliero, ma che rimangono lì per giorni dato che i posti letti nei reparti sono pochi».
La proposta? L’ha spiegata Palleschi. «Non basta il potenziamento delle cure territoriali, ma occorre aumentare il numero di posti letto negli ospedali, soprattutto nei reparti di Geriatria, anche eventualmente convertendo altre risorse ospedaliere. I reparti di Geriatria, infatti, lavorano secondo un modello assistenziale che, come dimostrato da molteplici studi internazionali, migliora gli esiti di salute degli anziani facilitandone il ritorno e la permanenza a domicilio. Prima che sia troppo tardi le istituzioni sanitarie centrali rimuovano le condizioni a tutti note che di fatto impediscono alle aziende sanitarie di aumentare i posti letto in ospedale, mettendo a rischio la salute dei cittadini e la serenità organizzativa degli operatori sanitari, nella vana illusione che il potenziamento del territorio sia sufficiente a far fronte alla crescente domanda di salute di una popolazione che invecchia".
