La denuncia del Wwf che invita le associazioni ad effettuare controlli: si teme che a monte vengano sversate sostanze inquinanti

Domenica il sopralluogo e la scoperta: chiazze nere e acqua torbida nel torrente Reschia, uno dei due principali immissari del Lago Angitola, oasi del Wwf – area Sic, ossia Sito di interesse comunitario - che ieri ha lanciato l'allarme temendo che sia state scaricate sostanze nocive. Un'emergenza per cui il presidente provinciale Angelo Calzone si è rivolto alle Istituzioni affinché verifichino cosa sta accadendo in quella che rappresenta una zona umida di importanza internazionale da proteggere.

La scoperta. Parla di "una grave situazione" il presidente provinciale del Wwf "l'acqua si presenta scura, a tratti addirittura nera, segno evidente – ha spiegato – che a monte che vengono immesse sostanze delle quali, al momento, si ignora la natura". Una situazione che lo stesso insieme ad altri soci dell'associazione ha potuto constatare quando domenica si sono recati "presso l'Oasi dell'Angitola per un'escursione di controllo. Arrivati presso il torrente Reschia – ha denunciato – è subito balzata alla nostra attenzione l'acqua torbida, fatto molto strano considerato che di solito il corso d'acqua risulta limpido e cristallino". In ogni caso, Calzone ha escluso che "il fenomeno possa essere dovuto a scarichi fognari, in quanto l'acqua non era maleodorante".

I rischi. Quello che temono dal Wwf è che si "possa essere in presenza di sostanze nocive per l'ambiente che alterano la composizione naturale dell'acqua con conseguenze nefaste per la fauna e la flora del torrente del lago". Un'emergenza, dunque, per un sito dove sono diverse le specie animali oltre che le piante che trovano nell'Oasi il clima favorevole, e un'alterazione, ha spiegato Calzone, avrebbe ripercussioni devastanti sull'intera area, compromettendo il mantenimento delle catene trofiche acquatiche e della vegetazione di sponda, così come non mancano i rischi per la salute umana, considerato che spesso nell'Oasi si aggirano pescatori di frodo e, se confermata la presenza di sostanze inquinanti, quel "pesce costituirebbe un pericolo per la salute di chi lo consuma". Per questo, il Wwf si è rivolto alle Istituzioni, partendo dall'Ente Parco delle Serre affinché provveda attraverso l'Ispra ad effettuare delle analisi.

Foto tratta dal sito wwf.it