Firmata l'intesa tra l'ente in house della Regione e il sindaco Elio Costa per l'apertura di un punto di informazione-formazione per lo sviluppo del territorio. Possono accedervi imprenditori e cittadini

di MIMMO FAMULARO

Presentato in pompa magna nell'aula del Consiglio comunale il Poic, acronimo di Progetti operativi per l'imprenditorialità comunale. Si tratta di uno dei tanti strumenti che Fincalabra sta promuovendo in giro per la Calabria. E a palazzo “Luigi Razza” per illustrare nei minimi dettagli la convenzione firmata tra l'ente in house della Regione e l'Amministrazione comunale è giunto proprio il presidente Luca Mannarino.

Il monologo. Un po' anchor-man e un po' special-guest, il numero uno di Fincalabra ha improvvisato un monologo davanti al sindaco Elio Costa, gli assessori comunali e diversi rappresentanti di enti e associazioni di categoria come Confartigianto, Cna, Confcommercio, Confesercenti, Unindustria, Coldiretti e Cogal. Tutti dietro i banchi del Consiglio comunale ad ascoltare Luca Mannarino per il quale “il Poic è lo strumento che consente all'Amministrazione comunale e al territorio di intercettare i finanziamenti necessari per incentivare l'occupazione e la nascita di nuove imprese”.

Lo sportello. L'intesa prevede l'apertura di uno sportello di Fincalabra a Vibo. Un punto di informazione e di formazione al quale potranno accedere i cittadini e gli imprenditori. Il vantaggio immediato sarà quello di evitare trasferte spesso inutili a Catanzaro. Il tempo dirà se l'ennesimo strumento messo in campo da Fincalabra sarà la panacea alla crisi che imperversa sul territorio e se il Poic riuscirà a stimolare e a far crescere la fragile economia locale. Di certo i dati presentati da Mannarino si scontrano con i numeri forniti dal Rapporto Bankitalia e dall'indagine Istat. Entrambi confermano unanimemente che la Calabria non ha ancora agganciato il treno della ripresa e che a crescere sono solo disoccupazione e numero di imprese che chiudono i battenti o si trasferiscono altrove per sopravvivere. Il resto è ancora propaganda.