Dal 21 aprile all’ospedale di Tropea potrebbero interrompersi una lunga serie di prestazioni chirurgiche fondamentali. A lanciare l’allarme è Più Europa, attraverso un comunicato firmato da Caterina Forelli, che accende i riflettori su una questione nota da mesi: il pensionamento di uno dei due anestesisti in servizio presso il presidio ospedaliero. Una notizia che – come sottolineato nella nota – era stata già pubblicata sull’albo pretorio dell’Asp di Vibo Valentia, ma che, a pochi giorni dalla scadenza, lascia ancora l’intero territorio nell’incertezza più totale. «Perché – si chiede Forelli – non si sono presi in tempo i dovuti provvedimenti per garantire continuità nelle cure?».

L’assenza dell’anestesista comporterà la sospensione delle attività chirurgiche urologiche, proctologiche e ambulatoriali. Interventi che, in alcuni casi, riguardano patologie urgenti e potenzialmente pericolose per la vita dei pazienti, come il posizionamento di stent ureterali o nefrostomie per drenaggi renali, ma anche trattamenti per tumori alla vescica, fistole, emorroidi, o patologie urologiche come varicocele e idrocele.

Una perdita che, stando alla denuncia di Più Europa, riguarda non solo la città di Tropea, ma l’intera provincia, che contava su queste uniche sedute settimanali di chirurgia specialistica. Nel mirino del comunicato l’intero apparato gestionale della sanità vibonese: «Cambiano commissari e politici – scrive Forelli – ma l’apparato burocratico rimane sempre lo stesso. Quale speranza ci rimane, se non aspettare che vada in pensione chi ha dimostrato di non essere all’altezza del ruolo?». E ancora, un appello ai sindaci affinché «alzino la voce» per tutelare il diritto alla salute dei cittadini. Infine, l’amara constatazione: senza risposte né soluzioni in vista, i cittadini saranno costretti ancora una volta a rivolgersi altrove, «se si è fortunati», oppure sperare nei «santi in Paradiso» o nell’aiuto dei parenti emigrati al Nord.