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È una scelta definita «incomprensibile e inutile per il paese» quella del rimpasto di giunta deciso dal sindaco Barillari a pochi mesi dalla fine della legislatura. A sostenerlo sono i consiglieri comunali di minoranza Luigi Tassone e Antonio Procopio, che in una nota esprimono forte perplessità sull’avvicendamento annunciato in un momento che, a loro giudizio, non consentirebbe alcuna reale incidenza sull’azione amministrativa.

Secondo i due esponenti dell’opposizione, il rimpasto arriva «a soli quattro mesi dalle elezioni e in un contesto di prorogatio rispetto alla naturale scadenza della legislatura», configurandosi come un atto «oggettivamente inutile» e dettato più da esigenze interne alla maggioranza che dall’interesse collettivo. Una decisione che, spiegano, sembrerebbe rispondere «alla necessità di mantenere equilibri interni alla maggioranza e di gestire possibili malumori politici», piuttosto che a una visione amministrativa concreta.

Tassone e Procopio si interrogano sul senso dell’operazione, sottolineando come «non vi sia più il tempo materiale per incidere in maniera concreta sull’azione amministrativa», e pur precisando che la scelta «non sia stata assunta per i circa mille euro di indennità che percepirà il nuovo assessore», ribadiscono che «resta del tutto poco chiara, in tutta onestà, la reale necessità di questo avvicendamento».

Nel documento la minoranza affonda poi il colpo sul piano politico, rilevando come anche quest’ultimo atto finisca per smentire le dichiarazioni di principio del primo cittadino: «Nei fatti il sindaco Barillari ha finito per incarnare proprio quei vizi della politica che a parole dichiarava di voler combattere», aggiungendo che «del tanto annunciato cambiamento si è visto ben poco».

Da qui l’appello finale rivolto alla comunità: «I cittadini meritano serietà, coerenza e scelte orientate esclusivamente al bene della comunità», concludono i consiglieri, non «operazioni di facciata utili solo a risolvere equilibri politici interni alla maggioranza».