L'incontro che si è tenuto l'altra sera a Vibo Valentia ha visto la presenza del prof. Saverio Di Bella, del parlamentare Alfredo D'Attorre e della dirigenza del partito

"La Sinistra c’è e scende in piazza. L’ha fatto sabato scorso a Firenze con la manifestazione nazionale promossa da Sinistra Italiana in difesa della Costituzione e della rappresentatività democratica e, in piazza Diaz a Vibo Valentia, giovedì 29/9 in un’iniziativa congiunta con l’Associazione Nazionale Partigiani Italiani, molto partecipata, in cui si sono riaffermate le ragioni del NO al Referendum del 4 dicembre. L’incontro-dibattito ha visto come relatori il parlamentare di Sinistra Italiana Alfredo D’Attorre e il professore Saverio Di Bella, già senatore della Repubblica". A scriverlo è il coordinatore cittadino di Vibo Valentia di SI che ritorna sul dibattito tenuto qualche sera addietro in piazza Diaz.
Dopo i saluti iniziali di Nancy Valente, del coordinamento regionale di Sinistra Italiana, è intervenuto Silvestro Sgernando_marascocalamandrè, presidente provinciale dell’ANPI. Il direttivo nazionale dell’associazione, che rappresenta lo storico pluralismo delle forze politiche che hanno redatto insieme la Costituzione, all’unanimità ha bocciato queste riforme costituzionali: il NO dell’ANPI è un no nel merito, che non esprime un giudizio politico sul governo.

Saverio Di BellaIl professore. “Queste riforme stravolgerebbero la natura parlamentare della Repubblica Italiana”, ha rincarato la dose il prof. Di Bella, “e il principio della separazione dei poteri dello Stato, dando uno spropositato potere decisionale ai capi dei partiti e dell’Esecutivo, relegando il Parlamento a un ruolo di ratifica e di consultazione di ottocentesca memoria”.

Il politico e giurista. Antonio Lo Schiavo, consigliere comunale e già candidato a sindaco per il Centrosinistra a Vibo Valentia, ha rivendicato la sua autonomia di pensiero e, da uomo libero con una formazione giuridica, ha espresso il suo giudizio negativo sulla riforma costituzionale: il suffragio universale negato per il nuovo Senato, l’innalzamento a 800mila della soglia di raccolta-firme per i referendum popolari, quello a 150mila per le leggi di iniziativa popolare, sono tutti segni di riduzione degli spazi di partecipazione politica a disposizione dei cittadini.

Le conclusioni. “Non si risparmia sulla democrazia! - ha tuonato l’onorevole D’Attorre - Rimarrà il 91% delle spese del Senato, ma i cittadini non potranno più eleggerlo. Inevitabilmente il voto sul referendum avrà anche un valore politico e la vittoria del NO sarà l’occasione di voltare pagina, superare il renzismo e aprire una nuova stagione politica di centrosinistra e progressista. Viaggiando nei territori del Paese – ha aggiunto – registro che proprio al Sud è maggiore questa voglia di cambiamento, che il 4 dicembre nelle urne si tradurrà in un secco e deciso NO”.

Sono intervenuti anche, tra gli altri, Angelo Broccolo, coordinatore regionale di Sinistra Italiana, Loredana Pilegi, consigliere comunale di Vibo Valentia, Rocco Ruffa, membro dell’assemblea nazionale del Partito Radicale, e Gernando Marasco, coordinatore cittadino di Sinistra Italiana. Quest’ultimo ha evidenziato come non sia affatto vero che la sinistra sia divisa su questo referendum: è interamente e con tutte le sue anime, da quella comunista a quella interna al PD, passando per quella sindacale e associazionistica, schierata per il NO a delle riforme costituzionali che minano la partecipazione popolare alla vita istituzionale e che, combinate con la legge elettorale “Italicum”, seppellirebbero definitivamente le possibilità di un nuovo Centrosinistra. L’auspicio è che anche dopo il Referendum proseguirà il progetto di unità e ricostruzione della sinistra vibonese e nazionale.