Comune Vibo, gli strali dell'ex assessore al Bilancio: nel mirino il sindaco e la dirigente
"I cittadini si aspettano risposte dalla Politica, non dalla burocrazia. Qual è la legittimazione popolare della dirigente che le consente di esporre scelte di politica finanziaria"
"La necessità di convocare una conferenza stampa deriva dal fatto che nonostante siano trascorsi quasi 20 giorni dalla data delle mie dimissioni, rispetto alle quali, le motivazioni in esse contenute, ritengo siano già state, di per sé, abbastanza eloquenti in merito alle ragioni che mi hanno indotto a questa scelta, tuttavia non si placano le ansie e le polemiche sui giornali, derivanti da più parti, così come non sono state sufficienti le dichiarazioni della dirigente prima, e, da ultimo, del Primo cittadino, a fugare ogni dubbio sulle vicende e i contenuti dell’approvando bilancio consuntivo 2017, dal momento che continuo a ricevere telefonate, così come la gente che mi ferma per strada, intenzionata a vederci chiaro. E, a un certo punto, ho ritenuto che la pubblicità delle mie dimissioni, così come il ruolo pubblico che ho svolto fino a qualche giorno fa, nonché la necessità di spiegare apertamente alla collettività quello che è accaduto, avesse la priorità su quel decoroso silenzio che in un primo momento avevo voluto mantenere". Così ha esordito in un durissimo affondo l'ex assessore al Bilancio Laura Pugliese che non le ha certo mandate a dire al sindaco ed alla dirigente del suo settore.
Le dimissioni. "Preliminarmente, tuttavia, vorrei soffermarmi su quanto da ultimo asserito dal Sindaco, circa la non comprensione, da parte sua, delle mie dimissioni. Ebbene, non mi sembrava così perplesso, il Sindaco, quando a distanza di qualche ora dalle mie stesse dimissioni, provvedeva già ad attribuirmi specifiche determinazioni effettuando precise considerazioni. Ed è per questo che intendo chiarire allo stesso Primo cittadino che, contrariamente a quanto mi attribuì, non sono andata via “puntualmente” in un momento in cui vi era la necessità di relazionare su aspetti complessi. Questo per me, non è mai stato un problema, mi sembra di aver abbondantemente dato dimostrazione in Consiglio comunale di relazionare in modo adeguato. E, sempre allo stesso Sindaco, il quale riconduce, il mio non riconoscermi più nell’azione politico-amministrativa del Sindaco, ad un mio sospetto circa la possibilità di essere sostituita, rispondo che non avevo ragione di avere alcun sospetto, poiché io avevo la certezza che, una volta approdato il bilancio in aula e positivamente licenziato dall’Assise comunale, alla sottoscritta sarebbe stata tolta la delega al bilancio e delegata in altro assessorato, tanto era stato apertamente dichiarato in presenza di esperti, assessori e consiglieri. Quindi, se io fossi stata attaccata alla poltrona, non avrei avuto motivo di dimettermi, poiché proprio lo stesso Sindaco mi aveva garantito un Assessorato. Il motivo per il quale, invero, non mi ritrovo in questa Amministrazione, è perché non sono state mantenute quelle promesse, capisaldi della campagna elettorale, relative alla rivoluzione burocratica al vertice della struttura amministrativa dell’Ente".
La programmazione. "E, ancora, quando lo stesso Sindaco mi dice che specie, in quest’ultimo periodo, non gli è dato cogliere nell’impostazione dell’Assessorato a me affidatomi, una qualunque attività di programmazione in grado d’incidere positivamente sulla gestione economico-finanziaria, rispondo che non sono stata messa nelle condizioni di poter operare in maniera autonoma, non mi è stato consentito, dal momento che prima ho ricevuto da parte della dirigente una porta chiusa in faccia, allorquando mi sono recata nella stanza della p.o. aa.ff. a chiedere a che punto eravamo con l’elaborazione del consuntivo e, successivamente, ad una mia prima lettera (10 aprile 2018) indirizzata personalmente al primo cittadino, non ho ricevuto particolare considerazione. Tanto, non consente al Sindaco il permettersi di dire che la delusione che ho manifestato verso lo stesso vada rivolta me stessa, questa è una pesante offesa sul piano personale e professionale, priva di qualunque contenuto politico. Così come non ha alcun fondamento l’attribuirmi costanti assenze presso gli Uffici finanziari, sol perché gli stessi Uffici finanziari, che io ho sempre contestato, riferiscono calunnie di questo tipo sulla mia persona. Dimostra, il Sindaco, ancora una volta, di continuare a fidarsi di chi, con fatti e comportamenti ha sempre dimostrato di non essere all’altezza del ruolo svolto all’interno dell’Ente, di chi, con relazioni contrastanti, pervenutemi a distanza di quasi due mesi, attesta situazioni e scenari contraddittori".
Il flash back. "Già, infatti, con una prima nota, n. 10280 del 27/2/2018, riferita alla relazione Bilancio di previsione 2018/2020 da presentare al Consiglio Comunale a fine marzo, la Dirigente concludeva facendo presente che il bilancio di previsione è stato redatto effettuando una verifica sia della vericidità delle previsioni di entrata che di compatibilità delle previsioni di spesa nonché …. nell’ottica di lungo periodo al fine di salvaguardare gli equilibri finanziari complessivi…..Poi, successivamente, con una seconda relazione, n. 21216 del 2/5/2018, che riferisce sulla situazione finanziaria del Comune di Vibo Valentia, la stessa dirigente conclude sull’opportunità che l’Ente si avvalga della possibilità prevista dal legislatore, di ricorso alla procedura di cui all’art. 243 bis “ piano di riequilibrio pluriennale”, chiarendo espressamente che non vi erano le condizioni di provvedere secondo gli articoli 188, 193,194. La verità è che ho sempre avuto notevole difficoltà a lavorare in seno all’assessorato aa.ff. per la pesante confusione che aleggia, purtroppo, al vertice di quel settore. Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata allorquando il pomeriggio del 2 maggio, era un mercoledì, ricevo una chiamata da parte del Sindaco, che mi annunciava che il giorno successivo, ossia il giovedì 3 maggio ci sarebbe stata la Giunta, alle 12, per il consuntivo. A quel punto io risposi che non avevo avuto in consegna la delibera e che non mi era possibile firmare una pratica senza averne per lo meno conoscenza. Così, quello stesso pomeriggio andai direttamente in Comune, e la Dirigente, in presenza del Sindaco e del Vicesindaco, mi consegnò la copia di quella che avrebbe dovuto essere la delibera oggetto di approvazione il giorno successivo. Non nascondo che la cosa mi diede molto fastidio, soprattutto, quando, nel leggere quella delibera, che continuo a definire preconfezionata, riscontrai delle discrasie e contraddizioni. Intanto, la delibera era monca delle certificazioni dei debiti fuori bilancio richiamati nella stessa, così come dei parametri indici di deficitarietà dell’Ente, perché in quella stessa delibera era riportato che l’Ente fosse strutturalmente deficitario ai sensi dell’articolo 242 del D.lgs. 267/2000 ,certificati dall’ufficio ma non allegati, da cui emergeva “che almeno la metà dei parametri presentano valori deficitari” . Ma soprattutto si individuavano le motivazioni dello squilibrio economico-finanziario nei fondi vincolati e all’ammontare di un Fondo crediti di dubbia esigibilità elevato. Cose che solo in parte condividevo. In quella delibera, in realtà, avevo difficoltà a trovare fondamenti di veridicità e coerenza".
I dubbi. "Le mie perplessità, poi, sono state confermate dagli stravolgimenti che hanno subito in pochissimi giorni le delibere che si sono succedute, dal contenuto totalmente ribaltato e, ancora una volta, senza che io riesca a individuarne ad oggi, alcuna ratio e logicità.
Già nella delibera che la Giunta ha approvato il 4 maggio, la n. 97, vi è un contenuto differente rispetto alla delibera che avevano dato a me. Scompare, magicamente, lo stato di deficitarieta’ del Comune, continuano, invece, a permanere sempre nella delibera del 4 maggio, le asserite cause dello squilibrio, riconducibili ai fondi vincolati e all’ammontare elevato del Fondo crediti di dubbia esigibilità, confermate poi, all’interno della delibera del’8 maggio, n. 102. Ma poi, ciò che più mi allarma è che improvvisamente, dopo 4 giorni, ci si accorge che è possibile pervenire ad un ripiano ordinario, senza ricorrere al Predissesto o al Dissesto. Mi domando: alla luce di quale discrezionalità, e soprattutto di quale parametro normativo? Le linee guida approvate con la delibera n. 5/2018 Sezione delle autonomie della Corte dei Conti? Ma se già quelle linee guida, erano state poste a fondamento della scelta di addivenire ad un piano di riequilibrio, come viene più volte ribadito nella relazione del 2 maggio a firma del dirigente AA.FF., come è possibile che adesso costituiscano il motivo di tale inversione di rotta?"
Sui fondi vincolati. "Ricordo molto bene quando in seno al C.C., con la delibera n. 81 del 10 Agosto 2016, l’Amministrazione Comunale ha preso atto e ratificato la delibera di giunta comunale n. 205 del 29 Luglio 2016 stabilendo di ricostituire i fondi a destinazione vincolata con un piano annuale accantonando €. 2.000.000,00 fino al completo esaurimento delle stesse. Innanzitutto, mi chiedo: come mai al novembre 2017 l’ammontare dei fondi vincolati da ricostituire era pari ad euro 7 milioni circa (giusta nota p.o. n. 47692 del 2.11.2017), e, adesso, invece, risulta di 12 milioni circa? Non è che, forse, anche questa Amministrazione utilizza i fondi vincolati? E, dunque, quel polmone finanziario, riferito all’entrate vincolate, in entrambe le delibere del 4 e 8 maggio, continua ad essere tale anche per questa Amministrazione, e non solo, per le precedenti???E, ancora, come mai nelle varie determine di ammontare dei fondi vincolati non vi si fa alcun cenno alla difficoltà di riscostituire i fondi, per come, invero, emerge nelle due delibere del 4 e dell’8 maggio. Ma mi domando, quando si scrive o si adotta un atto, gli si da’ un valore?
D’altra parte, non ritengo essere stata la sola a lavorare in condizioni di difficoltà nel reperimento dei dati, poiché già, prima di me, i Revisori dei Conti, evidenziavano (Relazione dell’Organo di Revisione sul Rendiconto esercizio finanziario 2014, allegato alla delibera del 26 maggio 2015) la difficoltà a predisporre la relativa relazione, dovuta alla ristrettezza dei tempi inferiore a quelli previsti dalla normativa e dal regolamento di contabilità, difficoltà nel reperimento dei dati e della documentazione a supporto, ma, siccome al Comune di Vibo Valentia, evidentemente, la trasparenza è un optional non una priorità, come, invece, dovrebbe essere, tale parere non è stato pubblicato. Dalla relazione citata emerge tutta la causa dello squilibrio finanziario che risiede nell’assenza del responsabile dell’ufficio finanziario e nella mancata formazione di tutto il personale dipendente ed in particolar modo dell’area economico-finanziaria sulla contabilità armonizzata. Tale stato di cose, evidentemente, determinava, un non corretto riaccertamento straordinario dei residui, attività che andava svolta al momento dell’applicazione della normativa sulla contabilità armonizzata (anno 2015), che, unitamente ad una non allineata formazione dei ruoli per l’anno di riferimento, produceva la creazione di un Fondo crediti di dubbia esigibilità elevato, che va ad incidere pesantemente sui risultati di amministrazione. Tanto viene ancor di più ad essere confermato nella delibera n. 4 del 2015 della Corte dei Conti, ove è chiaramente evidenziato quali siano le operazioni da effettuare per una corretta impostazione della contabilità armonizzata, in particolar modo sul FCDE e sul riaccertamento straordinario dei residui; operazioni che, se non effettuate con cognizione, possono avere effetti negativi sugli equilibri di bilancio futuri.Quindi ciò che gli Uffici asseriscono in delibera come causa dello squilibrio, altro non è che, in realtà, l’effetto di una non adeguata conoscenza e conseguente errata applicazione della normativa sulla contabilità armonizzata, già nell’anno 2015".
La manovra finanziaria. "Alla luce di quanto detto finora, in merito alla manovra finanziaria che sta per essere portata al vaglio del Supremo organo politico della Città, non posso esimermi, per senso di appartenenza e totale amore e devozione per questo mio territorio, dall’esprimere le mie perplessità e preoccupazioni, evidenziandone la portata temeraria, per come, peraltro, condiviso, recentemente, da più parti, perché rischia di paralizzare un’intera attività politica amministrativa, poiché individua nella sua fonte di finanziamento essenzialmente somme derivanti dalla lotta all’evasione, di natura incerta e/o di dubbia esazione, per come riportato nel corpo delle due deliberazioni, ove emerge che l’ufficio tributi, con nota n. 20463 del 26/04/2018, evidenziava la difficile esazione per le entrate già iscritte a ruolo. Immaginiamoci, quindi, la difficile esazione di quelle potenziali entrate, per le quali non esiste alcun titolo giuridico. Quale certezza possono offrire, queste entrate di riconosciuta difficile esazione, al fine di mettere al riparo l’Ente dal rischio del mancato obiettivo sul ripiano dello squilibrio, così come da potenziali debiti fuori bilancio, dei quali, peraltro, la sottoscritta non ha avuto le necessarie certificazioni, nonché da eventuali pendenze derivanti da precedente dissesto, gestite dall’Osl? Ma, oltre alle perplessità sulla sostenibilità della manovra, ulteriori dubbi, mi derivano da quanto affermato dalla Dirigente nella relazione del 2 maggio, che mi viene da definire quale vero e proprio “ Testamento di natura contabile”, per le continue citazioni di leggi principi contabili, veri e propri capisaldi della contabilità armonizzata, che poi, vengono, nel giro di pochi giorni, non più menzionati in maniera esaustiva. Mi riferisco, in particolare, alla previsione di un Fondo Contenzioso (pari ad euro 700.000,00)ritenuto necessario, per via di una cartella esattoriale, di cui l’Ufficio contenzioso con la nota n. prot. 19637 del 17.4.2018, ha ritenuto che debba tenersi conto, considerato tale sia nella delibera n. 97 del 4 maggio, che già, nella proposta che la dirigente mi aveva consegnato il 2 maggio. Nella delibera 102 del 8 maggio, non ritengo sufficienti le motivazioni addotte dalla dirigente per la riduzione di questo Fondo contenzioso da 700.000,00 a 60.000,00, senza che vi sia da supporto una nota rettificativa di quello stesso Ufficio contenzioso che aveva sottolineato di tenerne conto. Un ulteriore aspetto che aumenta le mie perplessità lo riconduco a quanto già asserito in quel testamento di contabilità, ove la stessa Dirigente ha ritenuto di dover incrementare l’accantonamento del Fcde, di un ulteriore somma di un milione di euro, vista la bassa capacità di riscossione registrata anche sui ruoli derivanti dalle contravvenzioni al Codice della Strada, riportandone il contenuto nella Delibera 97 del 4 maggio, e ancor prima nella proposta di delibera consegnatami quel pomeriggio del 2 maggio. Tuttavia, anche in questo caso, come per magia, attraverso un repentino mutamento di valutazione, nella delibera del’8 maggio, la 102, quella somma viene notevolmente ridotta nella quasi totalità, in quanto un leggero incremento del Fondo stesso è stato ritenuto sufficiente a prevenire il rischio di mancata riscossione".
I quesiti senza... risposta. "In tutto questo, il ruolo della politica dov’è?. Esiste una classe politica al timone di Vibo Valentia? Se così è, allora, mi sarei aspettata che fosse la politica a spiegare integralmente la nefasta manovra finanziaria che a breve approderà in Consiglio comunale, non già che fosse la Dirigente, in anteprima, a rappresentarla alla cittadinanza, ove si consideri che l’apparato burocratico riveste un ruolo di supporto alle scelte politiche. I cittadini si aspettano risposte dalla Politica, non dalla burocrazia. Qual è la legittimazione popolare della Dirigente che le consente di esporre scelte di politica finanziaria. È pur vero, che il Primo cittadino ha fatto le contestazioni alla Dirigente, sulla scorta di una mia seconda lettera, quella del 27 aprile 2018, nella quale evidenziavo al Sindaco la mancata attivazione di una ben precisa procedura da parte di chi è preposto all’Ufficio finanziario, che consiste nel segnalare, al Sindaco, al Presidente del Consiglio, ai Revisori dei Conti, al Segretario, alla sezione regionale di controllo della Corte dei Conti, ai sensi dell’art. 153, comma 6, Tuel, e dell’art. 6 Regolamento Contabilità Armonizzata, il costituirsi di fatti e situazioni… tali da pregiudicare gli equilibri di bilancio. E avevo formalmente chiesto, in quella stessa lettera, la convocazione di Consiglio comunale straordinario aperto affinchè, prima che il Piano di riequilibrio fosse approvato dall’Assise consiliare, venisse portato a conoscenza di tutti i Consiglieri comunali, tanto di maggioranza che di opposizione. Ma tanto, non è servito, non è bastato, poiché, addirittura, nell’arco di quattro giorni, lo scenario si è ribaltato, non più Piano di Riequilibrio (Pre-dissesto, art. 243-bis tuel) bensì ripiano ordinario, alla luce di una più attenta analisi della Dirigente, per come viene riportato nella delibera dell’8 maggio.
Ma siccome, sono fermamente convinta, che le scelte, all’interno di un Comune, debbano essere di natura politica, proprio per il rispetto e la considerazione che nutro nei confronti del Consiglio Comunale, quale Organo Supremo d’indirizzo, ove ciascun Consigliere, sia di maggioranza che di opposizione è portatore e rappresentante degli interessi pubblici dei Cittadini, è agli stessi Consiglieri che mi rivolgo, invitandoli a ponderare, in maniera prudente e lungimirante, nel solo ed esclusivo interesse della nostra Città, dei nostri figli, delle nostre famiglie,questa manovra finanziaria, figlia di una serie di atti tra loro contraddittorii, che, a mio avviso, è pesantissima, solo aleatoriamente sostenibile, dalla quale non s’intravedono prospettive di sviluppo e di crescita per il territorio".
Dal legale della dirigente Adriana Teti riceviamo e pubblichiamo: " In qualità di legale di fiducia della dirigente del Comune di Vibo Valentia del Settore Affari Finanziari ,dott. Adriana Teti, avendo ricevuto espresso mandato di tutelare in tutte le sedi la Sua immagine e i Suoi interessi, in replica alle numerose dichiarazioni a mezzo degli organi di stampa da parte dell’ex assessore al bilancio del Comune di Vibo Valentia avv. Laura Pugliese, confermo la correttezza dell’operato della mia assistita, che sarà eventualmente chiarito nelle sedi preposte, ove necessario. E’ notorio che il Comune di Vibo Valentia da anni versa in uno stato di dissesto economico-finanziario con necessità per la dirigenza di far fronte quasi quotidianamente alle emergenze finanziarie, al fine di garantire il normale svolgimento dell’attività dell’Ente stesso. Tale compito è stato svolto con professionalità e diligenza dalla dott.ssa Teti anche sacrificando i propri impegni personali e familiari. Invito, pertanto , l’ex assessore Pugliese a desistere da ulteriori attacchi alla mia assistita a mezzo stampa, che saranno oggetto di pronta tutela legale, finalizzati a una sterile e inutile campagna elettorale ma che ben poco giovano all’attività dell’Ente".
