Botta e risposta immediata tra ex volontari della Croce Rossa e l'attuale dirigenza. Ieri in conferenza stampa a prendere la parola è stata Caterina Muggeri che ha fornito la sua versione dei fatti. E lo ha fatto senza molti giri di parole nei confronti di “quei volontari che non sono 200 e che certamente non sono stati espulsi, perché dalla Croce rossa nessuno viene espulso, si perde solo lo status di volontario perché lo prevede il regolamento”. Piuttosto è stato imposto il rispetto di “regole che finora non erano mai state rispettate. E mi duole – ha sottolineato Muggeri – che io oggi debba essere qui a parlare di queste cose, togliendo tempo ad attività ben più importanti”.

Il nodo vaccinazioni. Quanto alle accuse che le sono state indirizzate, partendo dalle vaccinazioni, “è grave – ha detto la Muggeri - soprattutto in un momento drammatico come questo, che qualcuno affermi che io non avrei provveduto a fare effettuare i vaccini. Esiste un regolamento in base al quale i volontari hanno diritto alla visita medica, e proprio io sono stata la prima a dire che doveva essere fatta, visto che dal 1983 nessuno lo aveva fatto. In ogni caso – ha evidenziato - non si possono obbligare le persone ad effettuarli. Io mi sono preoccupata di inviare le lettere”. Ponendo sotto gli occhi dei cronisti una lettera dello scorso 2 ottobre, “chi si è voluto vaccinare – ha detto - l’ha fatto e gratuitamente, così come per le visite mediche che l’80% dei volontari ha fatto, per quanti si sono rifiutati invece ho fatto fare una liberatoria, perché in quel caso non potevo essere io ad assumermi la responsabilità. I volontari – ha incalzato – sono liberi di decidere ma secondo il regolamento e il codice etico. Qui nessuno è perfetto, io per prima ma io ho solo fatto applicare le regole”.

Le espulsioni. E sulla presunta epurazione ha chiarito che “il mancato rispetto delle regole ha portato a far “perdere lo status di volontari. Il regolamento – ha spiegato – dice che esiste una turnistica da rispettare, per servizi da svolgere, e chi ha perso lo status è stato solo perché non ha svolto neanche sei servizi in un trimestre. Prima questo non si faceva è questo il problema”.

L'attacco alle precedenti gestioni. Infine l'affondo nei confronti delle precedenti gestioni: “In passato non si rispettavano le regole. Ci sono volontari che per anni non hanno svolto servizi e pagavano anche la quota senza neanche comunicarlo, non è così che funziona”. E ancora: “Per molte persone la Cri è stato un centro di potere e non è stato tollerato che qualcuno ha perso la poltrona, se io invece domani me ne devo andare lo farò ma io sono un presidente operaio, non appartengo a gruppi politici, di potere, di massoni e né ai salotti della città, io non faccio passerelle. E questo prima non accadeva. Possono farmi denunce e ricorsi ma non mi interessa, mi dispiace solo che così veniamo distratti dalla nostra attività".