Sondaggio centrodestra a Vibo: la vittoria di Daffinà, il flop della sindaca e la società civile che avanza
Sono dati chiari e poco equivocabili, oltre che attendibili perchè tracciati mediante un sistema altamente specifico, quelli emersi dal sondaggio sulle amministrative 2024 a Vibo. Non solo e non tanto perchè i numeri del centrodestra, o se si preferisce, della possibile unica coalizione che andrebbe a schierarsi contro il centrosinistra, risultano ancora molto elevati -non era nemmeno immaginabile pensare che vi partecipassero oltre 2300 persone -quanto per il fatto che tali dati siano il riflesso di posizioni che si cristallizzano e di altre posizioni che emergono all'interno di una precisa area culturale.
La vittoria di Tonino Daffinà, vero e proprio riferimento del presidente della Regione Roberto Occhiuto a Vibo, già candidato a sindaco nel 2010, attuale revisore dei Conti del Comune, è un primo significativo indizio delle intenzioni di un determinato elettorato. Il suo risultato positivo, 30.8% dei consensi, fa da contraltare alla debacle dell'attuale sindaco della città Maria Limardo. Nessuno avrebbe mai potuto immaginare un primo cittadino al di sotto del 3%. Cosa sia accaduto è difficile da spiegare e da immaginare anche per noi. Sta di fatto che Maria Limardo ottiene 60 voti su un campione -si diceva -di oltre 2300 persone. E la domanda sorge spontanea: dove sono finiti i consensi di Forza Italia? Di certo non sono andati al primo cittadino. D'altronde, per fare meglio sarebbe bastato un minimo di impegno da parte del gruppo consiliare che oggi costituisce una sorta di monocolore dell'amministrazione. Invece, Forza Italia (ma non solo) ha optato per Daffinà che si è ritrovato con tanto fieno in cascina. In proiezione amministrative, non un buon segnale per il capo dell'esecutivo, alle prese con nomine in giunta, provvedimenti discutibili e guai mai risolti: dall'acqua alla depurazione.
Ci sono poi due ottime sorprese. Vengono entrambe dalla società civile. La prima si chiama Diego Brancia, avvocato penalista che -adesso si può dire -in maniera del tutto inaspettata, supera il 25% dei consensi. A votarlo è stata sicuramente una parte della società civile ma non si escludono simpatie per il legale anche all'interno dei partiti del centrodestra. Magari non proprio quelli governativi. Significativa anche la performance di Giulio Nardo, il docente universitario Unical che per una manciata di voti è terzo classificato. Anche in questo caso, dentro quei consensi c'è una buona fetta di società civile, del mondo culturale e, indubbiamente, il voto di esponenti politici che non hanno fatto mai mistero di puntare sul cattedratico. Tra questi, Stefano Luciano e il gruppo di Azione ma non soltanto.
Il coordinatore provinciale di Fratelli d'Italia Pasquale La Gamba vince di misura lo scontro, tutto a destra, con Fausto De Angelis. Ma non bisogna trascurare che l'ex senatore leghista neanche figurava tra i magnifici sei scelti da Zoom 24 ed ha ottenuto una percentuale di voti quasi doppia a quella del sindaco della città.
Il 2% di Santino Gurzillo, infine, chiarisce che questa proposta politica dovrà essere chiarita bene, nei prossimi mesi, al potenziale elettorato. (a.f.)
