Presidente del Novara fermato in Calabria con 200mila euro: "Milano città omertosa"
"È tutta da chiarire e non voglio esprimere giudizi. Ma la vicenda del presidente del Novara Calcio fermato dalla Guardia di Finanza con 200 mila euro (ne abbiamo parlato QUI) fa riflettere". Lo ha dichiarato il giornalista e massmediologo Klaus Davi, che aggiunge. "Non vi è alcuna connessione fra questi fatti della Locride e quanto sto raccontando su Giorgino De Stefano, sia chiaro, ma la sensazione che ho guardando alla mia città, Milano, è che le mafie si siano introdotte – e non da ora - nel 'Quadrilatero', nella 'Milano Bene'. E questi dieci anni di relativo silenzio li ha enormemente aiutati ad infiltrarsi".
"La coca ti apre tutte le porte". De Stefano, continua il giornalista, "si muoveva con molta scioltezza in ambienti che sulla carta sono lontani anni luce da Archi". "In realtà - continua Davi - il trait d'union tra Archi Cep e Via Montenapoleone è la droga, la coca. La coca ti apre tutte le porte. E lui lo sapeva. Il cognome De Stefano pesa molto di più a Milano che non a Reggio, noi milanesi dovremmo avere l'onestà intellettuale di ammetterlo. Invece ho la sensazione che non sempre ci sia questo atteggiamento".
"Milano città omertosa e complice". "Il giornalismo e la comunicazione possono fare molto, possono accendere una luce e stimolare. Possiamo fare errori e se ne fanno eccome ma preferisco fare qualche errore di valutazione piuttosto che rimuovere i problemi della mia città. La verità - afferma Davi - è che Milano è diventata una città culturalmente omertosa e complice". "Non tutti hanno chiaro cosa significhi il cognome De Stefano. Sottovalutarne la portata è un errore a mio modesto avviso".
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