Riduzione in schiavitù e sequestro: indagati liberi, "testi non credibili"
Sono stati scarcerati Simone Bevilacqua e Franco Bevilacqua arrestati lo scorso 21 novembre con l'accusa di sequestro di persona, violenza sessuale e riduzione in schiavitù. L'ha deciso il gip di Catanzaro, Giuseppe Perri accogliendo l'istanza degli avvocati Nicola Tavano e Alessandro Guerriero. Alla base della decisione del gip ci sono le risultanze dell'attività investigativa messa in campo dalla difesa dei due uomini. La presunta vittima aveva raccontato di essere stata costretta a subire atti sessuali e segregata per circa due mesi in un'abitazione a Botricello. Nell'ordinanza emessa oggi il gip Giuseppe Perri scrive che "le molteplici credibili e convergenti dichiarazioni rese da persone estranee ai fatti dimostrano univocamente che nei mesi in questione la denunciante da una parte non era affatto reclusa in una stanza di detta abitazione, provvedendo alle faccende domestiche e ricevendo ospiti, dall'altra usciva liberamente da casa sola o in compagnia del convivente Simone Bevilacqua andando al mare e recandosi presso vari esercizi commerciali". Per il gip, "allo stato degli atti risulta gravemente inficiata la credibilità della denunciante". L'operazione era stata condotta dalla Squadra Mobile di Catanzaro.
