Convegno in ricordo di Borsellino nel Catanzarese: "Necessario credere nella legalità"
Nel pomeriggio di domenica 19 luglio a Soveria Simeri, nel Catanzarese, si è svolto presso la villetta Cecilia Faragò il convegno dal titolo "La mafia uccide il silenzio pure". Il convegno è stato organizzato dall'Amministrazione comunale, dall' associazione "Prima o Poi" e dall' Avis. Tra i relatori il sindaco Mormile, l'assessore alla Cultura Ionà, Pisani, presidente associazione "Prima o Poi", Talarico, segretaria e RRI associazione "Prima o Poi", la dottoressa Tulelli, presidente associazione "Universo Minori", la dottoressa Manzini, procuratore aggiunto presso la Procura di Cosenza, l'onorevole Napoli, presidente dell' associazione Risveglio Ideale, il dottor Grande, presidente Avis, e Lorusso, responsabile adulti "Prima o Poi".
Durante il convegno si è ricordata la figura di Paolo Borsellino, si è rammentato come il magistrato puntasse - come Falcone ed altri - a vedere nella mafia un sistema molto articolato che lascia intuire ramificati e radicati legami con quella che oggi si chiama zona grigia, in cui si trovano anche gli insospettabili, gli incensurati, quelli in apparenza onesti. Accorato il discorso dell'onorevole Napoli che ha affermato che Paolo Borsellino è stato ucciso perchè aveva scoperto il patto tra lo Stato e la mafia, i cui referenti erano sicuramente da lui stati annotati nella famosa agenda rossa, trafugata subito dopo l'attentato e mai ritrovata.
"A distanza di 28 anni - si legge in una nota dell'associazione Universo Minori - la verità sulle responsabilità non è stata individuata e forse non la si individuerà mai. Ma il messaggio del convegno è stato quello di continuare a credere nella legalità agendo quotidianamente all'insegna dell' etica".
